Totti: “Ho aiutato troppe persone, parenti compresi, che poi mi hanno voltato le spalle. Non sono il vostro bancomat”
Il dolore per la figlia più piccola dopo la separazione: "Il mio anno con Isabel è fatto di 26 fine settimana". E la beneficenza in silenzio, con le buste nella cassetta delle lettere.

Francesco Totti participates in the Galacticos Show - 21st Century Legends Showdown football match at Silesian Stadium in Chorzow, Poland, on April 25, 2026. (Photo by JPix/NurPhoto) (Photo by JPix / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Francesco Totti ha compiuto cinquant’anni il 27 settembre, e al compleanno dedica l’ultimo capitolo di Oltre, il libro scritto con Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo. È un bilancio senza filtri: la separazione da Ilary Blasi, la figlia più piccola che vede solo un fine settimana su due, e chi ha approfittato di lui. Nei giorni dell’uscita del libro Totti aveva parlato anche di Spalletti: “Non ci siamo ancora riappacificati del tutto”.
Totti: “Ho mantenuto un sacco di gente”
Senza fare nomi, Totti manda un messaggio a chi lo ha deluso:
“Fai la conta degli amici, e ti accorgi che erano partiti in tanti e sono rimasti in pochi, ma buoni e veri: nella mia vita ho aiutato troppe persone, parenti compresi, che poi mi hanno voltato le spalle. Ho mantenuto un sacco di gente, e qualcuno si è pure dimenticato di dirmi grazie. E allora urli, a tutti loro, con orgoglio misto a rabbia: ‘Non sono il vostro bancomat, arrangiatevi'”.
Poco prima scrive: “Bisogna essere forti. A cinquant’anni, è una prova continua. Devo sorridere anche quando non ne ho voglia, sembrare felice sempre e comunque. Mi tengo le rughe, comprese quelle dovute alla preoccupazione, confermo che il botox non lo farò mai”.
“Un weekend sì, un weekend no”
Il capitolo si apre con la figlia Isabel, che ha compiuto dieci anni a marzo:
“Un weekend sì, un weekend no. Cristian e Chanel sono maggiorenni e si gestiscono in autonomia, ma il mio anno con Isabel è fatto di 26 fine settimana. Il cinquanta per cento del tempo, la metà del totale della possibile felicità di un padre. Bisogna conviverci, ma è dura. Il confine tra volere e potere è netto e doloroso, scritto nero su bianco, scolpito”.
Del figlio Cristian, nello stesso libro, aveva raccontato perché ha lasciato il calcio a 19 anni.
Le buste di soldi nella cassetta delle lettere
Poi l’elenco di cosa sono, per lui, i cinquant’anni. Tra le altre cose, la beneficenza fatta in silenzio:
“Quando infili buste di denaro nella buca delle lettere di sconosciuti che ne hanno bisogno per davvero, perché te lo hanno fatto sapere, con estremo pudore. Quando scopri che il pianto è una risorsa, non una debolezza”.
E il calcio, visto da qui: “Alla fine, mi sono limitato a giocare a calcio nella mia città, e quindi sarei io a dover essere in debito per aver realizzato il mio sogno, che poi è quello di tutti”. Anche se a Roma, come avevamo ricordato, non era restato gratis: guadagnava 10 milioni. E quando Moratti lo voleva all’Inter, Sensi disse che non se ne parlava.
Nell’elenco c’è anche la separazione: “Quando sei costretto a frequentare i tribunali, e neanche riesci a capire con certezza se sei separato o divorziato”. Il libro si chiude così: “Sono Francesco, nonostante tutto un uomo felice. Che sta a invecchià”.