Spalletti: “Se qualcuno pensa che io arretri, gli conviene aspettarsi altro”

In conferenza: "Carnevali ha toccato le corde giuste. Domani è il compleanno della Juve? Le auguro di avere più voglia, perché solo avendo più voglia si vincono le partite"

Spalletti: “Se qualcuno pensa che io arretri, gli conviene aspettarsi altro”

Mg Genova 28/10/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

Intervenuto in conferenza stampa, Luciano Spalletti ha così presentato la super sfida di domani contro il Napoli.

Le parole di Spalletti

Spalletti perplesso

Domani è il giorno di una grande partita e il compleanno della Juve. Cosa le augura?

“Le auguro di avere più voglia, perché solo avendo più voglia si vincono le partite. Le auguro di saper leggere i pensieri e le speranze dei suoi tifosi”

Che novità ci saranno rispetto a Genova?

“Bisognerà avere equilibrio in campo. Non ci sarà tempo per le riunioni di squadra, per capire in quale zona di campo si potrà far male e in quale invece ci sarà da soffrire”

Allegri ha detto che non bisogna dare la Juve per morta e che si aspetta la reazione di una squadra ferita. Lei cosa si aspetta?

“Mi avrebbe fatto piacere avere Allegri nella panchina di fianco, di sicuro al termine lo andrò a cercare perché è un grande amico e un grande allenatore. Ci vuole qualcosa che sia infrangibile”

Dal suo debutto è passato un anno. Cosa le è rimasto e cosa auspica per il futuro?

“Mi resta il percorso fatto finora che al momento non ci soddisfa, voglio superare le difficoltà e rimettere in carreggiata la Juve. Viviamo per quello, lavoriamo per quello, pensiamo soprattutto a quello. Bisogna riconquistare il rispetto che ci hanno tolto, nasce da una convinzione prima di tutto mentale senza andarlo a chiedere a qualcuno. Voglio succeda questo”

“Se alla Juve non fai bene, lo avverti più che da altre parti”

Luciano Spalletti pensieroso

Ha detto che De Rossi era il suo braccio armato in campo. Chi può esserlo in questa Juve?

“La risposta è molto facile. Locatelli è un esecutore perfetto, anche se al momento non ce l’ho. Ce ne sono altri però, anche McKennie guarda le cose come le guardo io. Ora devo fare delle scelte sul 50% della squadra, ma anche tra gli indisponibili ce ne sono molti. Sotto questo aspetto, siamo messi bene”

Ha già attraversato situazioni simili o è inedita anche per lei?

“Ci sono passato in più posti. Ho allenato squadre che giocavano per primati, altre per essere tolte dalle difficoltà della classifica e dei momenti. Ora c’è più risonanza, la Juve ha 8 milioni di tifosi e se non fai bene lo avverti di più che in altre parti”

Lei aveva detto che il ritiro era una prigione mentale. Ha cambiato idea? Cosa pensa di ottenere ora da questo ritiro?

“Resto dell’idea che se le cose vanno bene, può diventare un limite; se invece non funzionano, è un’occasione per stare più uniti. Quando le cose in genere non vanno bene, preferisco stare a casa con i miei cani o fare delle cene con persone che so che non mi volteranno mai le spalle. In questo momento è uguale, i giocatori di questa squadra si vogliono bene e il ritiro può essere una soluzione per un maggiore coinvolgimento emotivo, è una preghiera con te stesso e con chi ti sta vicino per ritrovare il rispetto”

Su Carnevali 

“È stato perfetto, ha toccato tutte le corde giuste con tutte le componenti coinvolte”

“Se qualcuno pensa che io arretri, gli conviene aspettarsi altro”

Spalletti

A Genova ha detto che avrebbe avuto bisogno di fare cose diverse, non credo si riferisse solo al lato tattico

“In generale io voglio fare sempre cose diverse. Se provi sempre le stesse cose, è normale che finirai poi per ottenere sempre le stesse cose. Nel calcio la soluzione è sempre vicina al problema, poi bisogna sempre riconoscere una luce anche nei momenti più bui”

Hai percepito la fiducia della società in questi giorni? O il tuo destino è connesso ai risultati a partire da quello di domani?

“Domanda un po’ provocatoria. Dal mio punto di vista non ho bisogno di essere ovattato, di ricevere frasi o discorsi a effetto. Sono abituato a vivere momenti carichi di incredibili difficoltà, ho bisogno solo di una reazione della squadra che io deve essere in grado di suscitare. Non chiedo cose impossibili ai giocatori, solo cose che hanno nelle loro corde. Ho voglia di vincere partite e se qualcuno pensa che io arretri di un passettino, gli conviene aspettarsi qualcosa di diverso”