Pagelle – Da quando c’è McTominay, c’è il Napoli. Undici gol in tre partite, basta che Allegri rimanga risultatista

L'italiano di Marianucci in conferenza: non sembra un calciatore. La difesa del Monza è la migliore terapia per Hojlund. Rrahmani ultimamente è da festival dell'orrore

Pagelle – Da quando c’è McTominay, c’è il Napoli. Undici gol in tre partite, basta che Allegri rimanga risultatista

Scott McTominay of SSC Napoli celebrates after scoring during the Serie A Enilive match between SSC Napoli and AS Roma at Diego Armando Maradona Stadium Naples Italy on 24 October 2026. (Photo by Franco Romano/NurPhoto) (Photo by Franco Romano / NurPhoto via AFP)

Le pagelle di Monza-Napoli 1-4, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. Nella Brianza già berlusconoide la prima buona notizia è che il Napule stavolta becca una sola pappina e in porta c’è il redivivo Zio Vanja. Di suo, il portierone barbuto ci mette almeno tre parate importanti: su Birindelli al 1’, su Varela al 28’, su Foe Ondoa al 54’ – 7

DI LORENZO. Gli azzurri stravincono e possiamo tornarlo a chiamare il Capitano dei due scudetti. Ed è da lui che principia lo zero a uno del principino ritrovato. Ma nel primo tempo la destra napoletana tartaglia in modo osceno e finanche l’insospettabile Di Lorenzo, dopo l’assist vincente per Hojlund, regala un dolcetto di Halloween al portoghese del momento, indi vanificato per fortuna da zio Vanja – 6

RRAHMANI. Annaspa più volte. Sarà stato pure rintronato dalla febbre, ma le ultime partite di Amir sono state un festival dell’orrore – 5

MARIANUCCI dal 45’. Nel secondo tempo gli autoctoni partono bene ma dopo tre minuti dottor Jekyll e mister Hyde alias Na-Politano archivia la partita e il buon Marianucci si gode la sua prima comparsata stagionale. Nelle interviste post-gara si distingue per il linguaggio decisamente sopra la media per un calciatore: parla di “lume della ragione” e del “piacere di difendere”. Mezzo voto in più per questo – 6,5

Di Lorenzo e De Bruyne

RAFA MARIN. Nonostante la difesa barcollante di queste prime nove giornate, il Marin-es ispanico sigilla la sua sorprendente e continua titolarità con una cabeza che fa uno a tre. Un gol che è anche assoluzione per il pareggio vareliano, laddove il capocannoniere lusitano, più basso di Rafa, gli ruba un po’ di centimetri e segna di testa – 6,5

OLIVERA. Mati il maratoneta – più chilometri di tutti – è un rabdomante nemico del gol. Li salva e li spreca – 6

ANGUISSA. Stasera i dioscuri della terra di mezzo e della trequarti sono concreti, essenziali. A differenza di Scott il Rosso, Zambo si concede però qualche pausa, come quando non va in soccorso di Na-Politano che soccombe lì a destra con Robinson, che poi fa segnare Varela – 6,5

DE BRUYNE dal 63’. Il re entra e segna. E pitta sempre calcio. Gioca mezz’ora ma vale il prezzo del biglietto nella landa brianzola – 7

LOBOTKA. Povero, amato Lobo. Forza. E speriamo bene – senza voto

GILMOUR dal 17’. Stasera c’è un filo che non si spezza tra il Napule che offende e quello che difende e Billy the Kid lo tiene sempre teso con corsa e smistamento della pelota – 6,5

McTOMINAY. È un dato oggettivo che da quando c’è di nuovo lui, il Napule è una macchina del gol, sia che McDomini segni, sia che non segni come stasera – 7

Landucci e Allegri

POLITANO. Un primo tempo di ciuccerie in attacco e in difesa riscattato poi da quel colpo di biliardo che annichilisce gli autoctoni. Senza dimenticare il corner vincente per Rafa Marin – 6,5

VERGARA dal 63’. Una sola cosa bella. Un po’ poco – 5,5

HOJLUND. La difesa del Monza, in particolare Goglichidze, è una vera manna per lui, finalmente libero di scattare senza mastini alle spalle. E così arriva il tanto sospirato gol. Cinquanta minuti dopo potrebbe bissare ma Tornqvist miracoleggia – 7

LUCCA dall’81’. Senza voto

LANG. Grande partita del rapper riccioluto che ripudia l’egoismo e serve assist meravigliosi. E’ lui che fa segnare King Kevin – 7

ALLEGRI-LANDUCCI. La partita di stasera, laddove il Napule vince di tre lunghezze, nel primo tempo perpetua le solite sciatterie e indecisioni della difesa e non solo, stavolta senza danni e senza rimonte, per fortuna. Epperò la larga vittoria azzurra impone il vituperato Max Allegri come un allenatore completo, capace di transitare all’uopo dal corto muso al campo largo. Undici gol in tre partite sono tanti. L’importante è non perdere di vista il risultato. Ci manca soltanto che giunto a questo punto della sua carriera, la migliore degli italiani in circolazione, Allegri venga reclutato dal partitone dell’estetica, che pretende il bel gioco per divertirsi. Nella stagione in cui persino Gattuso può lottare per lo scudetto, sarebbe troppo. Un mondo completamente sottosopra – 7

ARBITRO AYROLDI. Bravo, il giusto equilibrio della terza via: lascia correre ma le mazzate le fischia tutte – 7

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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