Napoli, la società ha promesso risultati che con questa rosa non poteva mantenere
Di Lorenzo porti la squadra a cena. Il gruppo sembra sfilacciato, freddo, senza empatia, troppo nordico

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis-Giovanni Manna
Contro il logorio della vita moderna — o meglio, di questa Serie A — ci vorrebbe un Cynar, magari offerto da uno stop sbagliato di Lucca e da un tiro di Adams forse non del tutto imparabile, su cui Meret poteva fare qualcosa di più benché, a ben vedere, sia rimasto inoperoso per il resto della gara. Diciamolo chiaramente, senza troppi giri di parole: è clamoroso, clamoroso vero e bisogna sottolinearlo a lettere cubitali. Il Napoli riesce nell’impresa di perdere persino a Venezia, contro una squadra che non aveva alcuna intenzione di offendere ma si è trovata un contropiede regalato su un piatto d’argento. E sul metro arbitrale ci sarebbe molto da dire: persino con le nuove regole anti-ostruzionismo, i lagunari sono riusciti a perdere tempo a piacimento, mentre la rabbia vera è che nessuno dai nostri si sia sognato di protestare ed esigere rispetto.

Di Lorenzo porti la squadra a cena, questo gruppo è troppo nordico
Dopo il gol subito, le sostituzioni e la svolta tattica ci hanno resi più produttivi, ma ci siamo scontrati sul muro eretto dai padroni di casa. In questi casi serve la giocata della stella o l’episodio: l’episodio lo hai sprecato, il colpo del singolo è mancato. Guardando a chi si salva, i migliori sono stati Alisson e Badiashile, con il primo entrato solo nella ripresa, autore di trenta minuti in cui ha creato più di quanto si sia visto nei precedenti centottanta tra Champions League e campionato. L’occasione del pareggio l’hai avuta, ma KDB se l’è fatta neutralizzare da Stankovic, nettamente il migliore in campo tra i padroni di casa e decisivo anche in seguito. Juan Jesus salva sulla linea, d’accordo, ma è troppo poco, pochissimo.
Ora urgono riflessioni serie a più livelli, a partire da quello societario: la dirigenza ha letteralmente dato il materiale di stoccaggio rimasto in magazzino pretendendo di rivenderlo a prezzo triplo, ma fatto salvo per qualche eccezione, questa rosa non ha i ricambi per competere ogni tre giorni. Il peccato originale sta a monte, nel promettere competitività ai massimi livelli quando non ce ne erano le condizioni: bisognava essere chiari fin da subito. Se è vero che con Allegri si è stati garantisti — ed era doveroso —, adesso si impongono valutazioni severe perché non si può andare in provincia a regalare un primo tempo intero, giocando sottoritmo e affidandosi a Lucca, un centravanti che sta dimostrando di non essere all’altezza non solo del Napoli, ma dell’intera Serie A. Adesso basta alibi e basta promesse: martedì è già da ALL-IN, la sfida con il Bodø è decisiva e se non lo è per il calendario, deve esserlo per la dignità di questo gruppo.
Di Lorenzo porti la squadra a cena. Questo gruppo sembra sfilacciato, freddo, senza empatia e decisamente troppo nordico: serve ritrovare fuori dal campo quella scintilla che sull’erba si è totalmente spenta.