Il “movimentismo” di Amorim è la nuova Bizona. La Gazzetta: “Un sistema indecifrabile pure dalla tribuna”
Ha devastato il Salisburgo con una tattica che la Gazzetta battezza come una nuova corrente filosofica. Una riproposizione del famigerato 5-5-5 di Oronzo Canà

Una volta, quando ancora il calcio sapeva prendersi in giro, Oronzo Canà teorizzava la “bizona”, il 5-5-5 che puntava a scatenare “una confusione generale per cui le squadre avversarie si chiederanno ha ha che sta succedendo? E non ci capiscono niente”. Oggi invece lo battezziamo “movimentismo”, con il piglio notevole di chi intuisce un approccio tattico rivoluzionario. Per la Gazzetta dello Sport c’è un nuovo profeta in patria: Ruben Amorim.
Il sistema tattico “indecifrabile”
Il Milan che ha devastato il povero Salisburgo ha usato questo stratagemma evidentemente elaborato a tavolino, che la Gazzetta dello Sport descrive così: “Amorim replica a qualche perplessità sul suo conto, sul gioco offensivo/aggressivo tanto pubblicizzato ma che quasi mai s’è visto in questi due mesi di Milan. A Salisburgo il portoghese disegna un Milan dal sistema tattico quasi indecifrabile anche dalla tribuna, figurarsi per il Salisburgo che non trova mai una contromossa, accettando passivamente il movimentismo rossonero”.
Dev’essere il corrispettivo pallonaro del Zang Tumb Tumb Marinettiano: schemi futuristi.

Si esprimesse con la cadenza di Cerignola, Amorim lo vedremmo benissimo a tenere lezioni tattiche in un ritiro della Longobarda. E’ palese la difficoltà di tradurre al mondo esterno la genialità di un pensatore così immarcabile, out of the box. Uno che è riuscito – prima di rilasciare il neo-“movimentismo” – a non far tirare in porta il suo povero centravanti per un mese abbondante: quel Gonzalo Ramos a cui tocca sfruttare le pause per le nazionali per fare il suo mestiere di attaccante.
Solo Amorim può spiegare Amorim
Andrebbe chiesta una spiegazione puntuale a Ruben stesso, vista la sua istintiva capacità di autoanalisi. Non più tardi del 16 settembre scorso, per esempio, aveva tenuto una lectio magistralis sul perché il Milan avrebbe dovuto licenziarlo. Cardinale avrà preso appunti, chissà. Nel frattempo la vittoria in Europa League garantisce un po’ di ossigeno, anche se pure la Gazzetta è costretta ad ammettere che è “obbligatorio prendere con assoluta cautela un 4-0 che fa un rumore dolcissimo, ma rischia di illudere: il Salisburgo di una volta, la più grande delle piccole, arrivato due anni fa al Mondiale per club, non c’è più. Solo non pensavamo fosse così giù. Ma forse sono stati i rossoneri a minimizzarlo”. E’ bastato un po’ di “movimentismo”, e non s’è capito più niente.