Allegri sa essere duro a modo suo. Ha parlato con De Bruyne, non c’è bisogno di urlare (Gazzetta)
"La gestione è sempre rientrata tra le qualità di un allenatore vincente e abituato a frequentare fuoriclasse. La garanzia per uscire dagli equivoci sta in panchina e si chiama Allegri"

Kevin De Bruyne of Napoli and coach Massimiliano Allegri during a training session on Day of the preseason camp of SSC Napoli at stadio Patini in Castel di Sangro, Italy, on August 7, 2025. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Oltre De Bruyne. Perché non è che il Napoli ha perso in Champions per responsabilità di De Bruyne. Era in campo con dieci compagni. C’è stato l’episodio di disobbedienza con Allegri ma il livornese è da sempre incline al dialogo. Non è un sergente di ferro, non lo è mai stato, non gli interessa esserlo.
Come scrive la Gazzetta dello Sport, con Antonio Giordano,
“De Bruyne è diventato la raffigurazione d’un problema”.
E ancora:
“È andata come si sa, e non è stato bello da parte di chi come Kdb ha una propria statura internazionale e una carriera da sublimare con atteggiamenti inappuntabili, ma Allegri sa essere duro a modo suo, in questi giorni s’è fermato a parlare con il belga, gli ha spiegato senza urlare come vanno certe cose e dopo-domani, a Venezia, dovesse esserci panchina, andrebbero evitati i retro-pensieri”.

Se Allegri manderà De Bruyne in panchina a Venezia, sarà per una normale rotazione
Allegri sa essere duro a modo suo. E se sabato il belga andrà in panchina, sarà per una normale rotazione, per una fisiologica rotazione. Altrimenti rischia di andare in affanno. E il Napoli, con l’età media che ha, non può consentirsi di rischiare.
E a Venezia potrebbe partire titolare Lorenzo Lucca. Certo è da vedere se Allegri rinuncerà contemporaneamente sia al danese che al belga. Ci sono da verificare anche le condizioni di McTominay appena rientrato.
La Gazzetta conclude così:
“Il mantra di Allegri è “calma” ma ci vuole una dose robusta di pazienza per gestire una squadra che comincia a dimostrare il peso dei suoi anni, con quasi una dozzina di giocatori over trenta: la gestione è sempre rientrata tra le qualità di un allenatore vincente e abituato a frequentare fuoriclasse, che siano senatori oppure no. La garanzia per uscire dagli equivoci sta in panchina”.