C’era una volta il Coni ricco. Oggi ha bisogno della paghetta del Governo

Dal fatturato di 450 milioni nel 2018 al rosso di bilancio del 2025. Il governo ha stanziato 10 milioni in più e il 26% delle giocate di un Superenalotto minore. Mica penserete che la dipendenza economica sia alla base dell'asse Governo-Coni versus Malagò?

C’era una volta il Coni ricco. Oggi ha bisogno della paghetta del Governo

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andre< Abodi-Luciano Buonfiglio-Gabriele Gravina

Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria: questi versi di Dante Alighieri calzano alla perfezione per descrivere la situazione del Coni. Bei tempi quelli in cui il suo fatturato annuo si aggirava intorno ai 450 milioni: mica un secolo fa, era il 2018. Poi, il governo gialloverde – Conte presidente del Consiglio, Salvini e Di Maio vice, Giorgetti sottosegretario con delega allo sport – modificò l’ordinamento sportivo: trasferì cioè alcune funzioni dal Coni alla neonata società Sport e Salute, posseduta al 100% dal Ministero dell’economia. Detta come va detta, il Coni perse potere e soldi, perché gli fu tolto il finanziamento del movimento sportivo a vantaggio di Sport e Salute e gli rimasero le funzioni olimpiche e istituzionali: sai che bello.

Win for Italia Team, un Superenalotto minore in soccorso del Coni

E così il fatturato scese a 123,71 milioni nel 2019 fino agli 81,80 del 2025. Non è mica finita: c’è anche il rosso di bilancio, circostanza inconsueta per l’ente, con una perdita di 6,34 milioni nel 2025, che ha provocato grandi lamenti della giunta del Coni: come si legge sia a pagina 2 che a pagina 3 della relazione al bilancio – repetita iuvant! – “tale risultato risente in modo significativo della mancata assegnazione di una contribuzione statale integrativa rispetto a quella ordinaria pari a 44,438 milioni, che nei precedenti esercizi aveva contribuito a sostenere l’equilibrio economico della gestione”.

Abodi Buonfiglio Malagò

Il pianto è servito: secondo quanto stabilito dall’ultima legge finanziaria, dal 2027 il contributo statale annuo salirà di 10 milioni e in più è partito proprio questa settimana un nuovo gioco, Win for Italia Team: una sorta di Superenalotto in formato minore – occorre indovinare sei numeri compresi tra 1 e 40 – in cui il 26,5% delle giocate sarà appannaggio del Coni, mentre il 65% andrà al montepremi.

C’è forse qualcuno che pensa che sia questa dipendenza economica uno dei motivi per cui il presidente del Coni agisce da braccio armato del ministro dello sport per commissariare la Figc? Sarebbe un malfidato! Come sentenziano all’unisono Buonfiglio e Abodi, è solo una questione di rispetto delle regole. E noi ci crediamo: così come crediamo che Elvis Presley e Jim Morrison abbiano fatto colazione stamattina nel bar sotto casa nostra. Ma non insieme.