Allegri non è Conte, ha solo pensato di sostituire De Bruyne quando gli ha disobbedito. Ma non l’ha fatto

Il belga ha ignorato le sue indicazioni, ha lasciato che si sgolasse inutilmente e ha continuato a giocar come voleva lui. Allegri ha pensato di toglierlo, poi ci ha ripensato. Hanno metodi diversi

Allegri non è Conte, ha solo pensato di sostituire De Bruyne quando gli ha disobbedito. Ma non l’ha fatto

Milan's Italian coach Massimiliano Allegri (L) and Napoli's Italian Head coach Antonio Conte pose for photographers ahead of the Italian Serie A football match SSC Napoli vs AC Milan at the Diego Armando Maradona Stadium on April 6 2026. CARLO HERMANN / AFP

Il Napoli è una squadra che al momento sembra avviata verso la deriva. Non è ancora alla deriva però i segnali ci sono. È comparsa anche la suggestione di andare in ritiro. Il segnale più eclatante riguarda De Bruyne: il belga è il calciatore più rappresentativo (insieme con McTominay), e di conseguenza è anche quello che fa più notizia. La stoia ormai è nota. Il livornese a Villarreal si è sgolato nel primo tempo, chiedendo al belga di arretrare per facilitare l’avvio della manovra. Ma Kdb ha ignorato il suo tecnico, se n’è infischiato e ha continuato a giocare come voleva lui.

De Bruyne

E qui emerge una grande differenza tra Allegri e Conte. Conte non avrebbe esitato due secondi a sostituirlo al momento dell’insubordinazione, creando così un caso clamoroso. Allegri se l’è piegata a libretto, consapevole dell’importanza del belga, e ha incassato. Ricordiamo che la prima polemica tra Conte e De Bruyne ci fu alla quinta giornata quando il tecnico lo tolse dal campo a San Siro sul 2-1 per i rossoneri e il belga non gradì. Lo aveva già sostituito contro il Manchester City nel primo tempo in occasione dell’espulsione di Di Lorenzo. Allegri ha un altro metodo. Inclusivo, a differenza di quello del tecnico salentino.

De Bruyne voleva restare più avanti, indicava la porta avversaria come obiettivo

manchester city giocatori De Bruyne

Come scrive la Gazzetta con Vincenzo D’Angelo:

“Max ha passato gran parte del primo tempo a urlare “Kevin, Kevin”, per richiamare l’attenzione del suo giocatore più talentuoso. Voleva altro da lui, voleva riabbassarlo in regia per trovare nuove strade per assaltare. Doveva invertire la posizione con McTominay, per permettere allo scozzese maggiore libertà di assalto alla porta spagnola e per dare un po’ di ordine alla fase offensiva azzurra. E invece Kevin non ha risposto, non si è nemmeno girato per incrociare lo sguardo del suo tecnico. E in campo ha continuato a sbracciare, a lamentarsi, indicando la porta avversaria come obiettivo. Voleva restare alto, più vicino alla trequarti, dove evidentemente pensava di poter incidere di più. Ma certe decisioni spettano al tecnico, non ai giocatori. Per questo Max, in un attimo di tensione massima, aveva addirittura pensato di togliere dal campo De Bruyne per inserire Neres e cercare dal brasiliano la scintilla per riaccendere il Napoli”.  

Come scritto ieri, Allegri sta giocando col fuoco. È un attimo perdere il controllo del gruppo e a quel punto potrebbe accadere di tutto. E a pagare sarebbe lui, non certo De Bruyne.