Londra al posto di Belgrado, l’NBA distruggerà la grande tradizione del basket europeo. E lì vuole infilarsi Rizzetta

L'allarme sul Paìs di Jordi Bertomeu, il fondatore dell'Eurolega: "L'Nba non vuole un accordo, è un'acquisizione per eliminare la concorrenza"

Londra al posto di Belgrado, l’NBA distruggerà la grande tradizione del basket europeo. E lì vuole infilarsi Rizzetta

The NBA logo is seen outside an NBA fan store in New York on July 8, 2024. (Photo by ANGELA WEISS / AFP)

“Sembra piuttosto la definizione di un’acquisizione che elimina un concorrente dal mercato”, scrive Jordi Bertomeu sul Paìs. Bertomeu è stato il fondatore dell’Eurolega di basket e il suo presidente tra il 2000 e il 2022. Insomma la più grande (per ora) competizione europea di basket, quella a cui aspira ostinatamente ad entrare il Napoli Basket di Rizzetta è una sua creatura. Una creatura che adesso ha un aggressore camuffato da possibile alleato: l’Nba. Secondo Bertomeu, l’avvento degli americani in Europa distruggerebbe la tradizione del nostro basket, ne cambierà proprio la geografia.

“Un cambiamento nella cultura sportiva dell’NBA per allinearla al modello europeo è impensabile – scrive – Negli Stati Uniti, organizzare una competizione sportiva è un’attività di successo. In Europa, organizziamo competizioni e conduciamo attività commerciali per renderle possibili. Si tratta di obiettivi e finalità diversi, che implicano priorità diverse. Questo spiega perché, secondo la NBA, avere squadre a Belgrado, Kaunas, Pireo o Tel Aviv non sia rilevante , mentre averle a Londra o Manchester lo sia. Quest’ultimo punto comporta la quasi certa esclusione di 12 delle attuali 20 squadre dalla competizione”. E’ lo spiraglio del quale spera di approfittare Rizzetta.

Matt Rizzetta

La perdita dell’indipendenza

“Un’altra conseguenza, in questo caso certa, è la perdita della capacità di decidere il proprio futuro, una capacità di cui godono i club di Eurolega e che fu la ragione principale della sua creazione nell’estate del 2000. Diventare dipendenti dalle decisioni di una terza parte, prima la FIBA ​​e ora la NBA , è quanto di più simile a un ritorno al punto di partenza e una battuta d’arresto storica senza precedenti. Persino la UEFA si è mossa nella direzione opposta, integrando i club nella gestione della Champions League” .

“La possibilità per i club europei di raccogliere fondi vendendo le proprie quote di Eurolega non è certo un vantaggio. Impallidisce al confronto con i 500 milioni di euro che ogni club dovrà apparentemente sborsare per acquistare una franchigia e partecipare a una competizione che era già di sua proprietà e alla quale ha dedicato enormi risorse sportive e finanziarie. Inoltre, l’ NBA ha avvertito apertamente e in modo trasparente che ci vorranno decenni prima che i club raggiungano profitti sufficienti a compensare l’investitore, il che suggerisce che lo scenario di club senza perdite è tutt’altro che imminente”.