Offerte fino a un miliardo di euro solo per entrare: ecco quanto costa l’Nba Europe (il sogno di Rizzetta)
Il Guardian ha esaminato i costi della nuova Nba Europe: le offerte per le 12 franchigie permanenti se le possono permettere solo i grandi club di calcio. Il Napoli Basket punta in realtà all'Eurolega

Matt Rizzetta presidente Napoli Basket
Il pass che Matt Rizzetta sta usando (molto bene) per impiantare il grande basket a Napoli, è un futuro “competitivo” (questo è il sindaco Manfredi) nel basket europeo di vertice. Tradotto: l’orizzonte lontano, il punto di caduta, sono o l’Eurolega o l’Nba Europe. “Siamo in trattativa sia con la Nba che con l’Eurolega per fare il passo successivo”, diceva non più tardi di aprile. E secondo lo stesso Rizzetta ad agosto il Napoli Basketball avrebbe ottenuto un’approvazione condizionata per entrare in Eurolega, nell’ambito del piano di espansione del campionato, l’approvazione formale dovrebbe arrivare entro i prossimi 90 giorni. Il nuovo palazzetto è un pezzo fondamentale di questa storia: senza non si va da nessuna parte, né in Eurolega né in Nba Europe.
Ma senza numeri parliamo di sogni. E i numeri sono (o almeno sembrano) fuori scala. Il Guardian ha analizzato i costi per entrare nel campionato Nba Europe che dovrebbe partire nel 2028. Si tratta di una sorta di Superlega (a 16 squadre, di cui 12 permanenti), ma con un imbuto meritocratico per l’accesso per le squadre che non sono franchigie fisse. Sono costi enormi.

Dieci miliardi in dieci anni
L’Nba – scrive il Guardian – “prevede di investire circa 10 miliardi di dollari in 10 anni in quella che, secondo alcune fonti, è la più grande competizione per startup nella storia dello sport. Sembra che abbia ricevuto diverse offerte per le 12 franchigie che supereranno gli obiettivi prefissati, con prezzi che dovrebbero variare dai 500 milioni di dollari a oltre 1 miliardo di dollari per la franchigia di Londra”.
A questi prezzi ovviamente si avvicina solo il grande calcio. E infatti il vice commissario, Mark Tatum, “ha infatti avuto colloqui la scorsa settimana con alti dirigenti di Barcellona, Real Madrid, Paris Saint-Germain, Bayern Monaco e Milan. Londra, Manchester, Roma, Atene, Istanbul e Lione otterranno anche franchigie permanenti, a cui si aggiungeranno quattro squadre qualificate provenienti dalla struttura esistente del basket europeo”. Capito perché di punto in bianco Roma ha “ottenuto” due squadre in Serie A1?

La franchigia londinese è quella ovviamente più appetita, e il Guardian scrive che ci sono già offerte superiori a 1 miliardo di dollari da parte di investitori di spicco, tra cui l’ex presidente del Chelsea, Todd Boehly, un consorzio che comprende l’ex presidente del Tottenham Daniel Levy e MSP Sports Capital, nonché il Fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita. Buss Sports Capital, il gruppo di investimento statunitense che quest’anno ha venduto la sua quota del 17,8% nei Los Angeles Lakers a Joshua Kushner, pare presentato un’offerta per la franchigia di Manchester, ma il City Football Group (CFG) non ha ancora presentato un’offerta, nonostante gli stretti legami con l’NBA, che ha accettato di istituire una nuova accademia globale ad Abu Dhabi nell’ambito di una partnership da 300 milioni di dollari.
“Abbiamo investitori con grandi capitali che non possiedono alcuna franchigia di basket, ma che vogliono entrare nel mondo del basket”, ha dichiarato Tatum la scorsa settimana all’assemblea generale dei club calcistici europei.
“Abbiamo club di pallacanestro già esistenti nell’ecosistema che hanno presentato candidature, e abbiamo squadre di calcio, alcune delle quali hanno già una propria squadra di pallacanestro, mentre altre non ne hanno e desiderano essere coinvolte nel basket.”
Come funzionerebbe?
Sebbene il meccanismo di promozione debba ancora essere confermato, spiega il Guardian, “fonti NBA affermano che ci saranno due percorsi di accesso: le prime due squadre classificate in una nuova competizione europea di secondo livello chiamata Basketball Champions League, e le due finaliste di un torneo separato riservato ai campioni nazionali di tutta Europa.
In un ulteriore segnale di maggiore mobilità sociale, la squadra non appartenente a una franchigia con il ranking più alto che raggiunge i playoff di fine stagione manterrebbe il proprio posto in NBA Europe la stagione successiva, mentre le altre tre verrebbero rimandate al torneo di qualificazione, il che comporterebbe probabilmente un ricambio regolare di squadre al di fuori delle 12 permanenti”.