L’ex premier del Qatar che ha comprato Villa Certosa vuole un pezzo dell’Inter: più della squadra, gli interessa il nuovo San Siro?

I contatti con Oaktree sarebbero solo verbali e i pretendenti più di uno. I soldi, se arriveranno, andrebbero soprattutto al nuovo stadio, non al mercato.

L’ex premier del Qatar che ha comprato Villa Certosa vuole un pezzo dell’Inter: più della squadra, gli interessa il nuovo San Siro?

Db Milano 08/03/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Stadio San Siro

Ieri si sapeva solo che un fondo riconducibile alla famiglia Al Thani aveva bussato alla porta di Oaktree. Oggi l’interesse Inter Qatar ha un nome. Secondo il Corriere della Sera, tra i soggetti del Golfo che guardano al club nerazzurro c’è Al Mirqab, il family office con sede a Doha che gestisce il patrimonio dello sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani. Lo chiamano HBJ: è stato primo ministro del Qatar ed è cugino dell’attuale emiro.

Chi è l’uomo del Qatar che guarda all’Inter

HBJ con Milano ha un rapporto stretto. Ci vive una parte della sua famiglia, la frequenta spesso e negli ultimi mesi ci ha investito parecchio. Ad aprile Al Mirqab ha comprato da Kering l’80% del palazzo di via Monte Napoleone 8, per 1,1 miliardi. A giugno lo sceicco ha acquistato Villa Certosa dalla famiglia Berlusconi, per una cifra stimata in 350 milioni, con l’idea di farne un albergo di lusso.

L’operazione Inter, però, è ancora agli inizi. Secondo il Corriere i contatti con Oaktree sarebbero solo verbali, e Al Mirqab non sarebbe l’unico pretendente. Oaktree, che controlla il club da quando ha escusso il pegno sul prestito agli Zhang, non commenta e non ha fretta: l’Inter è in utile da due anni, l’ultimo bilancio si è chiuso con 22 milioni di profitto, e la valutazione va dagli 1,5 miliardi di Forbes ai 2,1 di Football Benchmark.

Il mattone, non il mercato

Il filo che lega Montenapoleone, Villa Certosa e l’Inter è il mattone. Inter e Milan stanno per presentare il progetto del nuovo San Siro, e per un investitore che compra immobili di lusso a Milano lo stadio è l’asset più interessante del club. Una quota di minoranza servirebbe soprattutto a finanziare la costruzione, non a fare mercato: Oaktree resterebbe al comando, con la sua linea di autofinanziamento e stipendi sotto controllo, e le regole Uefa sulla sostenibilità limiterebbero comunque le spese.

Oaktree, del resto, ha già fatto capire che vuole far crescere il valore del suo investimento, anche fuori dall’Italia: l’Inter vuole comprare una squadra all’estero, e il fondo americano si è mosso anche sulle quote dei diritti della Serie A. I soldi del Golfo nel calcio europeo, poi, non sono mai solo soldi: in Inghilterra il caso del Manchester City è diventato un caso di Stato. A Milano, per ora, lo sceicco compra palazzi. Lo stadio potrebbe essere il prossimo.