Il City è un caso di Stato. Il premier inglese Burnham è in imbarazzo: “Non voglio perdere i proprietari del City”
Il premier britannico bascula davanti ad un caso che dal calcio è passato alle diplomazie: "Hanno contribuito a costruire la Manchester moderna". In ballo ci sono investimenti enormi. E lo chiamano sport

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola looks up into the stands as he takes a lap of honour at the end of the English Premier League football match between Manchester City and Aston Villa at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on May 24, 2026. (Photo by Darren Staples / AFP) /
E ora come fa Andy Burnham, ad uscire da questa impasse? Il Premier britannico ha dichiarato che sarebbe “davvero preoccupato” se perdesse i proprietari del Manchester City. Con tutti i soldi che hanno portato, e portano in dote.
Il nuovo organismo di regolamentazione calcistica indipendente (IFR) ha il potere di obbligare un proprietario a vendere il club qualora venga riconosciuto colpevole di gravi illeciti. Ed è anche possibile – scrive il Times – che lo sceicco Mansour, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti e proprietario del City, decida di vendere e stop. Il punto della questione però è diplomatico. Il governo inglese non può far finta di niente, lo scandalo è enorme.

Burnham non vuole perdere gli Emirati
I proprietari del City hanno investito molto a Manchester, dove Burnham è stato sindaco prima di diventare primo ministro. Per cui con un po’ di imbarazzo ha commentato la vicenda così: “Sarei davvero preoccupato di perderli, i proprietari del City. Sono stati un partner fondamentale nella costruzione della Manchester moderna. Ovviamente, nella trasformazione del Manchester City nella potenza globale che è oggi.”
“Non posso intervenire ulteriormente nella vicenda. Sarebbe sbagliato da parte mia. Sarebbe sbagliato, credo, trarre conclusioni affrettate prima di aver esaminato a fondo tutti i dettagli, ma ovviamente la questione è ancora in corso e, dato che il Manchester City la contesta, penso sia giusto che non mi dica altro.”
“Ho difeso l’Everton in quella situazione perché sono ancora fermamente convinto che non siano stati trattati equamente in quel processo. Non sono a conoscenza di tutti i punti di controversia tra il City e la Premier League, e credo che sappiate che si tratta di discussioni ancora in corso.”
“Ricordo che all’epoca molti proclamavano l’Everton colpevole, e col senno di poi, credo che molti direbbero che non è stato giusto, per come è stata gestita la situazione. Quindi sarebbe sbagliato da parte mia schierarmi, vista l’esperienza che ho maturato prima di diventare primo ministro.”