Pagelle – L’ira funesta di Allegri, a Villarreal come a Firenze. La ciucciaria di Politano. Il lato oscuro di De Bruyne

L'unica differenza è che Allegri non dice che non accompagna il morto. Paradossalmente bene la difesa. De Bruyne impreciso e impaziente. La solita ammuina di Hojlund

Pagelle – L’ira funesta di Allegri, a Villarreal come a Firenze. La ciucciaria di Politano. Il lato oscuro di De Bruyne

Ni Napoli 13/09/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne

Le pagelle di Villarreal-Napoli 3-1, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. Zio Vanja ne prende addirittura tre, di pappine, in questo dannato martedì tredici senza equilibrio (l’incazzato Allegri, un ossimoro cupo e inquietante dopo il sabato anti-ciociaro), senza spirito di squadra (Na-Politano nella versione primigenia della ciucciaria), senza infine fame (l’ispanico Rafa). Sono però tre reti senza macchie evidenti per il portierone serbo – 6

RAFA MARIN. La radiografia dei primi, decisivi due gol dei gialli autoctoni assolve l’ispanico e anche il goleador Rrahmani. In questa serata orrifica, il paradosso è che la difesa azzurra è meno colpevole degli altri reparti – 6

LUCCA dal 72’. Il reietto Lucca, che rende euforico il gufismo amico, ci resta decisamente male nel finale. Invisibile per Zio Spina e per il principino danese in un paio di occasioni. Ed è così che il reietto ignorato diventa amaro riflesso della metafora anarchica dei solipsismi vari degli azzurri, come nella prova d’orchestra felliniana – senza voto

RRAHMANI. Lo zero a uno è da centravanti, prima ci prova con la cabeza, indi fa un giro su stesso e la spinge dentro con il piedone. Il golazo dell’illusione che viene poi pareggiato dalla cappellata del rientrante Politano di cui sopra. Più di una volta, Amir ostenta carattere e zebedei. Almeno lui – 6,5

BADIASHILE. Il secondo gol giallo lo vede lento e in ritardo, ma il franco Benedetto è il migliore stasera insieme con il Capitano stakanovista. E di gol ne salva almeno due – 6,5

POLITANO. Altro che il corsiero tornato sulle maglie azzurre. È tornato il ciuccio. Senza dubbio il Napule aveva quasi settanta minuti per rimediare, ma quella ciucciaria che manda in porta il georgiano del Villarreal (certo, che c’è un boom georgiano di ali in questa fase storica del football) fa scoccare il tempo del rinculo per arretrare alle settimane precedenti alla lunga sosta per la Nazionale – 3,5

Il secondo tempo della grande assenza

SPINAZZOLA dal 60’. Nella ripresa della Grande Assenza del Napule, le sostituzioni non fanno numero e neanche voto – senza voto

GILMOUR. È nella terra di mezzo, sempre nella ripresa, che i canarini indigeni si trasfigurano in veloci giocolieri che non perdono mai la pelota. Billy the Kid soccombe sudato ma inane dopo un primo tempo strabico, laddove con un occhio fa il traversone vincente per Rrahmani, con l’altro perde una palla letale indi sventata dal franco Benedetto – 5

LOBOTKA dal 72’. Senza voto

MCTOMINAY. Un mezzo Scott il Rosso – 5,5

NERES dal 60’. Senza voto

DI LORENZO. Il Capitano pugna nell’offesa e nella difesa. Talvolta arranca ma non si ferma. Uno dei pochi ad avere lo spirito di squadra – 6,5

DE BRUYNE. Impreciso e impaziente. Battibecca pure con Allegri. Il lato oscuro del Re – 5

HOJLUND. La solita ammuina, compensata da un palo. Poi l’azione egoista nel finale e la sensazione ormai consueta di un Hojlund imprigionato nella caverna platonica delle idee che fatica a fare la conoscenza reale del gol – 5

GIOVANE. I primi venti minuti sono folgoranti. Solo quelli però – 5,5

LANG dal 60’. Senza voto

ALLEGRI. L’ira funesta di Allegri si abbatte sulla squadra tale e quale a Firenze. Un filo continuo che attraversa la sosta, nascosto dalla fiammata anti-ciociaria. Max s’incazza ma senza minacce tipo “non accompagno il morto”. Semmai vaticina ossa rotte nella città più romantica del mondo – 6

ARBITRO SIEBERT (GERMANIA). Che figata il power play – 6,5

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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