De Bruyne regista è “l’allegrata” che mancava al Napoli
Gazzetta: "quel ruolo può esaltare la qualità dei suoi passaggi, eludere più facilmente la pressione avversaria, imbucate nello spazio che solo i più talentuosi possono osare"

Napoli 09/09/2026 - Champions League / Napoli-Arsenal / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Kevin de Bruyne
Max Allegri sta pian piano ritrovando il miglior Kevin De Bruyne, che in Champions contro il Bodo/Glimt ha giocato da play al posto di Lobotka. La Gazzetta dello Sport la definisce “l’allegrata“, una mossa geniale che ha sbloccato il belga dalle critiche ricevute da quando è arrivato a Napoli per non essere più quel giocatore visto al Manchester City.
De Bruyne play paragonato a Pirlo e Calhanoglu

Vincenzo D’Angelo scrive sul quotidiano:
“Già in altre occasioni, Kevin aveva abbassato il raggio d’azione ma sempre con un play vicino. Stavolta, Kdb è stata regista unico, con accanto due mezzali vere come Anguissa e McTominay. Contro la Roma, Allegri avrà dunque solo l’imbarazzo della scelta e questo aiuta a provare a pensare in positivo. De Bruyne vorrebbe giocare più avanti, ma chissà che non possa cambiare idea. Magari vedendo come il cambio di ruolo abbia allungato la carriera a molti ex grandi trequartisti, diventati poi straordinari playmaker. Come Pirlo al Milan, grazie all’intuizione di Carlo Ancelotti. O Calhanoglu all’inter, una delle mosse di Simone Inzaghi che ha riscritto la storia recente nerazzurra.
E ancora:
De Bruyne davanti alla difesa può esaltare la qualità dei suoi passaggi, eludere più facilmente la pressione avversaria ed essere sempre al centro del gioco. Col Bodo, in costruzione, partiva quasi da centrale di difesa, con tutto il campo davanti. Un modo per avere una visuale completa e scegliere ogni volta la giocata più adatta alla situazione. Cambi di gioco sul lungo, fraseggio nello stretto, tocchi di prima. E poi quelle imbucate nello spazio che solo i più talentuosi possono osare. Kevin vede autostrade dove altri vedono un ingorgo. Ed è lì che fa la differenza. Riuscire ad andare subito in verticale, questo il segreto del nuovo Napoli. Certo, poi qualcosa dietro si paga (tre gol dei norvegesi, quasi tutti a difesa schierata), però l’intuizione sembra vincente. Per il Napoli e per lo stesso De Bruyne. Più basso, più incisivo, nuovamente letale”.