Brignone: “Non voglio zoppicare per sempre, Sinner si prenda tutto il tempo che gli serve”
Al Corriere della Sera: "Avrò strascichi per sempre, sto cercando di ridurli. Voglio tornare a fare quello che amo, ma solo quando starò davvero bene"

Italy's Federica Brignone reacts in the finish area after competing in on the podium of the women's super-G event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 12, 2026. François-Xavier MARIT / AFP
“Voglio tornare a fare quello che amo, ma solo quando starò davvero bene“. Che è ormai la grandissima priorità di Federica Brignone. “È un anno e mezzo che non faccio una vita normale – dice intervistata dal Corriere della Sera – Dopo l’intervento di agosto vedo dei miglioramenti, sto camminando come non accadeva da prima dell’infortuni. Avrò strascichi per sempre, sto cercando di ridurli. Dopo l’infortunio ho sempre pensato prima alla persona, poi all’atleta: non voglio passare tutta la vita a zoppicare“.

Sinner se torna non si ferma più
In estate, al J Medical, ha incrociato anche Jannik Sinner: “È difficile entrare nella testa di qualcuno, il mio consiglio è prendersi il tempo che gli serve: nella mia carriera ho spesso sottovalutato alcuni segnali del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze alla lunga. Jannik è talmente forte che se torna al 100% non si ferma più. Il suo infortunio è uno dei peggiori da gestire: un atleta non si fermerebbe mai, Sinner non ha traumi che gli impediscono di camminare”.
Tigre, soprannomen nomen? “Era un soprannome, ora è uno status: è il mio invito ad affrontare le difficoltà con energia. Il bello non è solo la gara, ma tutto quello che c’è dietro”.