Se si tifasse anche per avere una Tac in tempi decenti

Il tifo è un sentimento irrazionale, è vero. Ma le follie del calciomercato stridono con la precarietà di tutti i giorni che invece passa sotto silenzio

Se si tifasse anche per avere una Tac in tempi decenti

TOPSHOT - England's players celebrate with fans after winning the 2026 World Cup football tournament quarter-final match between Norway and England at Miami Stadium in Miami Gardens on July 11, 2026. (Photo by CHANDAN KHANNA / AFP)

Il tifo che vorremmo

Conclusa da pochi giorni (finalmente!) la campagna acquisti, si tirano le somme su ciò che è successo, e più ancora si fanno i conti su quanto è stato speso. Non sono cifre disprezzabili giacché si parla di qualche miliardo di euro. Eppure è niente rispetto a quanto hanno speso altri Paesi, in specie l’Inghilterra che a giudizio di molti starebbe addirittura giocando un campionato a sé stante. Per un giocatore di qualità si possono spendere anche cento e più milioni, salvo poi verificare “dopo” che sono stati soldi buttati via (ma questo è un altro discorso).

La “volontà di potenza” del tifoso tipo

È degno di nota in questo contesto constatare come le tifoserie spingono i vari dirigenti a spese sempre più folli per lo “sfizio” di avere la squadra più forte e ahimè perdendo però di vista altre cose. Il tifoso tipo, tanto per capirci è suggestionato unicamente da questa “volontà di potenza” per cui è sicuramente giustificato anche spendere settanta e più euro per assistere a un incontro da una curva dopo aver chiesto alla dirigenza della propria squadra di fare investimenti sempre più costosi. Ma questo stesso tifoso deve poi magari all’occasione attendere anche due anni per una tac. E deve altresì accontentarsi di mandare i propri figli a studiare in scuole non a norma e carenti in servizi essenziali come aria condizionata, palestre, ascensori, e così via. E sobbarcarsi un calvario di due ore di tempo per raggiungere il posto di lavoro.

Fare il tifo anche per una tac

È pur vero che il tifo è un sentimento irrazionale ma la realtà – che è viceversa sempre razionale – chiederebbe anche altri atteggiamenti e soprattutto vorrebbe che la “massa” si facesse carico di chiedere a chi di dovere di fare il proprio compito per assicurare ai malcapitati “utenti” sanità, istruzione, trasporti e altre “amenità” non proprio secondarie all’altezza di una società civile , accettando pure in cambio, se necessario, una squadra meno attrezzata. Per semplificare: fare il tifo non solo per i propri colori calcistici ma anche e più ancora per avere una tac in tempi accettabili.