Per capire l’autoflagellazione di Napoli sarebbe utile riascoltare le conferenze di Conte

La sconfitta di Milano contro l’Inter scotta in modo pungente ma va spurgata dalla parte emotiva per capire dove può andare questo Napoli

Per capire l’autoflagellazione di Napoli sarebbe utile riascoltare le conferenze di Conte

Napoli's Italian Head coach Antonio Conte looks on during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and US Cremonese at the Diego Armando Maradona Stadium on April 24, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)

Due sconfitte di fila hanno mandato in fibrillazione l’ambiente

Se prima c’era l’aria funesta, oggi assistiamo all’autoflagellazione. La sconfitta di Milano contro l’Inter scotta in modo pungente ma va spurgata dalla parte emotiva per capire dove può andare questo Napoli. Ha scritto bene Massimiliano Gallo che sabato pomeriggio si sono visti aspetti molto positivi, di crescita rispetto a Genova e contro il Como. L’insieme della postura in campo e di rispondere colpo su colpo si è visto per tutta la partita fino al fatale 89esimo quando Anguissa ha gelato un’intera tifoseria.

Certo, i nodi ci sono e non pochi. C’è quello mentale che Allegri ha capito subito e già in conferenza stampa ha sottolineato: gli errori di Neres e Zambo sotto porta o quelli in difesa sono di testa prima che tecnici. Leggeri, poco affamati come invece Lautaro e Thuram hanno fatto sui palloni dei loro gol. Con l’ingresso di Neres e De Bruyne il tecnico livornese ha mandato un messaggio alla squadra che però non ha colto: dovete giocare e vincere, non farvi assediare.

Neres

Altro nodo riguarda i singoli, Badiashile prima di tutto. Serve tempo e il Conte Max ha fatto subito autocritica immaginando che per 10 minuti e con solo palle alte il francese non avrebbe fatto danni. Ci sono, poi, le condizioni di Gilmour da valutare e la sempiterna caccia a Lucca anche quando non ha colpe e si batte, almeno, con buona mentalità.

Il Napoli alla vigilia Champions col tormentone McTominay

Infine, c’è il mercato e il nuovo tormentone (?) che riguarda McTominay: siamo alla lenta agonia verso la cessione al Real di Mourinho in pieno stile Kvara-Psg? Se è così, a parte la metabolizzazione di una piazza sempre più depressa pure quando vince, che si gestisca tutto senza destabilizzare il gruppo o dando impressioni di smobilitazioni. Perché se è una strategia a cui anche Allegri dà l’ok per fare poi mercato con 70 milioni in cassa, va bene così al di là dei sentimenti. Intanto dopo domani c’è la Champions League con l’Arsenal al Maradona, il peggior cliente in un momento particolare o forse anche ideale per mostrare reazione e rabbia.

Ultimo pensiero per Antonio Conte: sarebbe una lectio magistralis di campo, di spogliatoio e di ambiente Napoli quella di riascoltare tutte le sue conferenze stampa.