Nel bicchiere mezzo pieno del Napoli ci sono tanti aspetti positivi
C'era un'aria di funerale prima di Inter-Napoli e invece il Napoli ha giocato alla pari. Ha pressato, ha creato tanto. Allegri ha fatto bene a dare fiducia alla rosa, sarà ripagato. Lucca è andato a tanto così dal diventare un eroe. E non c'era McTominay

Mg Milano 05/09/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund
Doveva essere un funerale, è stata una partita incerta fino all’ultimo
Il Napoli ha perso a Milano nel peggior modo possibile, ossia dopo aver accarezzato la possibilità di vincere. È andato avanti due gol a inizio secondo tempo e poi si è fatto rimontare. Come ha detto Allegri, il primo gol era evitabilissimo. E resta quello l’errore più grave della partita: aver rimesso l’Inter in carreggiata. Là il Napoli ha perso. Ancor prima che con l’ingresso del povero Badiashile. Non dimentichiamo l’assenza di McTominay che è l’uomo simbolo della squadra.
Ma qua vogliamo analizzare i tanti aspetti positivi di Inter-Napoli.
Il Napoli è andato a Milano in un clima da funerale. Sembrava la cronaca di una sconfitta annunciata. Non solo ma sconfitta. Ma sconfitta umiliante. Ebbene non è stato affatto così.
Il Napoli ha subito come tanti si aspettavano, e l’Inter è persino più forte degli anni precedenti.
Ha subito ma ha costruito tanto. Nel primo gol il Napoli ha avuto tre nitide palle gol: due con Anguissa e una con Hojlund. Dopo i primi venti, gli azzurri hanno preso coraggio, sono usciti dalla metà campo e si è giocata un’altra partita.
Vergara ha dimostrato di poter giocare mezz’ala. Sa essere di bosco e di riviera. Sa sacrificarsi oltre che proporre. Dovrà migliorare limando alcune ingenuità. Ci sta.
Non è vero che il Napoli non sa pressare. Il Napoli non pressa alto con continuità ma pressa. Non a caso il primo gol è nato da un appoggio sbagliato di Barella su pressione alta degli azzurri.
Hojlund ha giocato una gran partita. Ha dimostrato e/o confermato di saper reggere il peso dell’attacco. Nel primo tempo, è andato via benissimo a due difensori interisti prima di essere fermato da Bisseck. Ha segnato un gol da attaccante di razza. Ne ha sbagliato uno nel primo tempo ma corre tanto, non può essere sempre lucido.
Col senno di poi Allegri ha sbagliato a far entrare Badiashile. Vero. Ma non ha sbagliato a dare fiducia alla rosa che ha a disposizione. Tutti sono a bordo del Napoli. Lui cambia Hojlund Lucca e poi fa entrare Badiashile. Così come è entrato Gilmour. Diciamo un’ovvietà se sottolineiamo che la roda dell’Inter è superiore, così come lo sono stati i cambi nerazzurri. Ma con Allegri tutti si sentono parte del Napoli. A lungo andare, ma anche a medio andare, i risultati di questa politica arriveranno.

Il Napoli e il destino
Il destino. Al di là dei cambi sbagliati, della leggerezza sul primo gol interista (della mancata espulsione di Lautaro qui non parliamo), vi invitiamo a una riflessione sull’importanza del destino. Anguissa ha sbagliato un gol che dal divano sembrava più facile segnare che fallire. L’assist gliel’ha fornito Lucca di testa. Lo stesso Lucca che aveva favorito il recupero del pallone con un’entrata in scivolata davanti all’area interista. Se Anguissa avesse segnato quella rete da solo a due metri dalla porta, ora staremmo celebrando il trionfo del Napoli, di Allegri, di Anguissa e la voglia di lottare di Lucca centravanti operaio. Così va il calcio e la vita. Allegri lo sa e lo ha detto a fine partita. Era il minuto 89 quando Anguissa ha fallito quel gol a porta spalancata.
Il Napoli torna da Milano con tanti pensieri positivi. Quelli negativi li conosciamo. Ma il Napoli contro il Como è stato più efficace di quello di Genova. E il Napoli che ha perso a Milano è stato superiore a quello visto contro il Como. Ora bisogna stare attenti a non commettere altri passi falsi in campionato. Ma c’è tanto di cui essere soddisfatti. Oltre alle recriminazioni e alla sacrosanta autocritica che pure Allegri ha fatto a fine partita.
Il Napoli ha perso ma ha dimostrato di essere squadra e di poter competere. Ora deve passare ai fatti. È complesso farlo in Champions contro l’Arsenal vice regina d’Europa. Ma in campionato contro Bologna e Fiorentina deve dimostrarlo.