Palladino da ombra di Allegri diventa allenatore del Bologna

Il ritorno in Italia di Tedesco è durato quattro giornate. La Gazzetta: club stufo delle incertezze del tecnico, i dissidi con Bernardeschi e Rowe poi ceduto all'Atalanta

Palladino da ombra di Allegri diventa allenatore del Bologna

As Roma 18/04/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Atalanta / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Raffaele Palladino

Raffaele Palladino è il nuovo allenatore del Bologna; il tecnico sostituirà Domenico Tedesco, durato appena quattro partite di campionato sulla panchina rossoblù.

Il comunicato ufficiale del club recita:

Il Bologna Fc 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico.

Il tecnico partenopeo ex Atalanta era stato accostato al Napoli negli scorsi giorni quando era stato visto al Maradona e si parlava di un eventuale (utopistico) esonero di Max Allegri dopo le tre sconfitte di fila tra campionato e Champions.

I retroscena dell’addio di Tedesco al Bologna

Tedesco

La Gazzetta dello Sport ha svelato alcuni retroscena che hanno portato all’allontanamento di Tedesco:

“Non saprei…”. Sarebbe stata più o meno questa chiosa – secondo indiscrezioni – a far scattare la molla in maniera definitiva: nell’incontro di ieri con la dirigenza del Bologna, Domenico Tedesco si è assunto molte responsabilità riguardo all’avvio stagionale, ha espresso volontà di insistere sulla propria via, ha mostrato dispiacere inevitabile ma allo stesso tempo si sarebbe palesato troppo incerto sulla possibilità di trovare la giusta via d’uscita dopo un inizio.

In società la preoccupazione era latente ma pressante; in campo la squadra non aveva una direttiva precisa, troppe vie di mezzo e giocatori validi a fare certe cose che invece erano impiegati nel fare altro. Poi, i problemi che sono sorti via via pur evidenziando la trasparenza del tecnico che non ha mai nascosto nulla. Uno: Federico Bernardeschi che dopo l’amichevole persa contro il Brighton chiede di voler tornare ala destra anziché mezzapunta, con la conseguenza che alla prima contro la Lazio si fa un’ora in panchina. Poi, il caso Rowe, spedito dal tecnico a farsi la doccia anzitempo durante un allenamento e qualche giorno prima delle cessione all’Atalanta.