La solitudine di Allegri l’unico allenatore non piangina del calcio italiano
Ieri qualsiasi altro su Favasuli avrebbe detto: "Visto cosa significa il mercato?". Lui zero. È un alieno. Sa di essere pagato anche per fare il punching ball. Non si riempie la bocca di paroloni, non recrimina. Lavora in silenzio sui calciatori

Napoli's Italian coach Massimiliano Allegri reacts during the UEFA Champions League - League Phase, Matchday 1 - football match between Napoli and Arsenal at the Stadio Diego Armando Maradona in Naples on September 9, 2026. (Photo by Andreas SOLARO / AFP) / ìThe erroneous mention[s] appearing in the metadata of this photo by Andreas SOLARO has been modified in AFP systems in the following manner: [Massimiliano Allegri] instead of [Antonio Conte]. Please immediately remove the erroneous mention[s] from all your online services and delete it (them) from your servers. If you have been authorized by AFP to distribute it (them) to third parties, please ensure that the same actions are carried out by them. Failure to promptly comply with these instructions will entail liability on your part for any continued or post notification usage. Therefore we thank you very much for all your attention and prompt action. We are sorry for the inconvenience this notification may cause and remain at your disposal for any further information you may require.î
Non ha detto a sul non mercato del Napoli
Massimiliano Allegri va interpretato. Altri allenatori, in primis Antonio Conte ma non solo, ieri avrebbero fatto un pistolotto – l’ennesimo – sul non mercato del Napoli. Visto che il migliore in campo è stato l’unico colpetto dell’estate: Costantino Favasuli 22 anni, ragazzo di Calabria, arrivato dal Catanzaro per sette milioni di euro. Eppure è bastato. In una rosa che ha un’età media altissima, che entra e esce dall’infermeria di Villa Napoli, è bastato l’ottimo Favasuli per infondere vitalità, aggressività, voglia di non rimanere più passivi. Unico colpo eppure azzeccato. L’acclamato Diego Moreira, spacciato per mossa a sorpresa di Amorim dalla stampa compiacente, è costato al Milan 70 milioni: dieci volte Favasuli.

Il Napoli avrebbe avuto bisogno di mercato come il pane. Era ed è una squadra logora. Conte (l’ottimo Conte, a Napoli hanno tartassato anche lui) lo sa meglio di tutti, altrimenti non avrebbe lasciato otto milioni netti sul tavolo. Il Napoli oggi è una squadra costruita male. Ha cinque centrocampisti, perché Vergara al momento fa maledettamente fatica nella linea a tre (poi fa fatica anche da esterno e non si capisce dove debba giocare se non nella sua mattonella ma questo è un altro discorso). Ieri Allegri non aveva centrocampisti in panchina. Erano tutti in campo dal primo minuto. Ha solo due attaccanti di cui uno, Lucca, al momento è affidato al centro di riabilitazione di Max che ne farà – ci giuriamo – un buon attaccante. Così come sta lavorando su tutti gli altri: da Rafa Marin a Lang, persino De Bruyne. Questo vuol dire essere un allenatore, non riempirsi la bocca con “i concetti”, “i valori”, “i principi”, “il mio calcio”. Non ha mai, mai, ricordato l’assenza di McTominay che è il totem del Napoli. È un alieno per il nostro calcio intriso di piagnoni e vittimisti.
Altri ricorderebbero ogni volta che il Napoli è settimo per valore della rosa
Ma quando Max, ai microfoni dice: “Favasuli ha un’energia pazzesca, ha entusiasmo, c’è bisogno di giocatori così”, è come se dicesse “magari ne fossero arrivati altri di calciatori giovani, dinamici, vogliosi. È il massimo che sentirete dalla sua bocca. Oltre non va. Altri tecnici girerebbero con al collo il cartello dei valori della rosa della Serie A secondo Transfermarkt, col Napoli al settimo posto: lontanissimo dall’Inter a anche dalla Juventus di Spalletti osannato dai capiscer. Magari il Napoli avesse avuto il mercato che il bistrattassimo Lotito ha donato alla Lazio di Gattuso.
Allegri ha un suo stile. Anzi Allegri ha stile. Sia come figura, come portamento, come abbigliamento. Sia professionalmente. Sa stare in un’azienda. Sa di essere pagato anche a fare il punching ball. Nessuno glielo riconosce ma non c’è da meravigliarsi. In Italia piacciono i piangina, Gasperini ne sa qualcosa. Quest’estate persino Chivu si era messo a piangiucchiare. Spalletti tirava fendenti a chiunque. Lui, Max, sempre zitto nonostante avesse e abbia la rosa più logora di tutti tra quelli lassù. Ma lui sa stare al mondo. È ancelottiano. E sa incassare come pochissimi altri, diremmo come nessuno nel calcio italiano.