Napoli, Milan e Juve oggi sono inferiori a Roma, Como e Inter, il verdetto della Gazzetta

La Gazzetta legge l'avvio di campionato come una frattura tra le sei big: Inter, Roma e Como hanno già un'identità trasmessa dai loro tecnici; Napoli, Milan e Juve appaiono sfocate. E il "più colpevole", per la rosea, ha un nome.

Napoli, Milan e Juve oggi sono inferiori a Roma, Como e Inter, il verdetto della Gazzetta

Dc Roma 01/03/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Juventus / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: gol Donyell Malen

A pochi turni dall’inizio, la spaccatura tra le big è già netta: secondo la Gazzetta dello Sport, oggi Napoli, Milan e Juventus appaiono inferiori a Inter, Roma e Como. Non tanto per i valori assoluti delle rose, quanto per una questione di fisionomia: queste sei squadre si dividono perché hanno lineamenti diversi, alcuni già riconoscibili, altri ancora confusi.

La spaccatura tra le big: chi ha già una fisionomia

Da una parte ci sono Inter, Roma e Como, che mostrano tratti forti e riconoscibili: un modo di giocare chiaro, un’identità precisa. Meriti che, scrive la rosea, vanno attribuiti ai rispettivi allenatori, capaci di trasmettere in fretta un’impronta alle loro squadre. È il segno di panchine che, pur con storie diverse, hanno già lasciato una traccia leggibile sul campo.

Napoli, Milan e Juve “sgranati” come una tv col temporale

Dall’altra parte, i lineamenti di Napoli, Milan e Juventus appaiono sgranati — l’immagine è efficace — come le trasmissioni della tv satellitare quando c’è un temporale. Squadre dai contorni ancora sfocati, in cerca di un’identità. In questo senso, per la Gazzetta, il “più colpevole” è Spalletti, prossimo a festeggiare un anno alla Juve: da chi è in panchina da più tempo ci si aspetterebbe un disegno già definito. Una posizione, la sua, più fragile di quel che sembra. Diverso il discorso per Allegri e Amorim, tecnici di fresca nomina, ai quali si concede più tempo per plasmare la propria creatura.

Il caso Napoli: identità e organico

Per gli azzurri, la mancanza di una fisionomia chiara si intreccia con i limiti di rosa emersi in questo avvio. Del resto è un Napoli reduce da un’estate senza rinforzi, con un problema di organico prima ancora che di panchina, e con un Allegri chiamato a costruire un’identità pur senza gli uomini su cui aveva fondato le sue grandi Juve — come avevamo osservato. La differenza con Inter, Roma e Como, allora, non è solo di gioco: è di tempo, di mercato e di certezze. E per ora la spaccatura pende dalla parte sbagliata.