Mbappé nella lista di un baby boss di 18 anni: il piano di sequestro coordinato dal carcere via Snapchat

Secondo Le Parisien, il campione del Real era tra i 26 bersagli di un baby boss 18enne che coordinava furti e sequestri dal carcere via Snapchat.

Mbappé nella lista di un baby boss di 18 anni: il piano di sequestro coordinato dal carcere via Snapchat

Pre Madrid 22/10/2025 - Champions League / Real Madrid-Juventus / foto Pressinphoto/Image Sport nella foto: Kylian Mbappe

Il nome del fuoriclasse del Real Madrid sarebbe finito, a sua insaputa, nel mirino di una banda criminale. Secondo quanto riporta Le Parisien, un’indagine della procura di Nanterre ha portato alla luce un’organizzazione che individuava le vittime tra facoltosi imprenditori, gioiellieri e personaggi noti. In un elenco di 26 nomi sarebbe comparso anche quello di Kylian Mbappé, indicato come possibile obiettivo di un sequestro a scopo di estorsione.

Il baby boss che comandava dalla cella

A coordinare la rete, stando all’inchiesta, non sarebbe stato un criminale di lungo corso ma un diciottenne franco-svizzero, Clément L., noto con il nick “Lester Z”. Già detenuto nel carcere di Villepinte per reati gravi, avrebbe continuato a impartire ordini dalla cella, sfruttando lo smartphone e l’applicazione Snapchat e facendosi beffa dei controlli di sicurezza. Un dettaglio che, se confermato, mette in luce enormi falle nel sistema carcerario francese.

La lista dei 26 bersagli

Gli investigatori avrebbero recuperato due telefoni nella cella del giovane, trovando al loro interno gli indirizzi di 26 possibili vittime. Accanto a imprenditori, gioiellieri, un grossista cinese e un grossista di carne turco, sarebbe comparso anche il calciatore del Real. Mbappé, secondo fonti giudiziarie citate dal quotidiano francese, era considerato un bersaglio “particolarmente interessante” per il suo patrimonio e la sua visibilità: il progetto, ancora in fase iniziale, avrebbe previsto un possibile colpo o un sequestro durante una delle sue visite a Parigi. Nella lista figurerebbero anche un rapper francese e altri uomini d’affari.

Come è partita l’indagine

L’inchiesta sarebbe nata in aprile da un furto ai danni di un orologiaio di Neuilly-sur-Seine, per un valore di oltre 150 mila euro. Dalle impronte digitali e dall’auto usata per la fuga, gli inquirenti sarebbero risaliti prima a un complice e poi al presunto mandante. Il 21 agosto Clément L. è stato rinviato a giudizio a Nanterre per furto in banda organizzata. Durante gli interrogatori avrebbe cercato di ridimensionare il proprio ruolo, presentandosi come semplice intermediario, prima di crollare.

Mbappé mai in pericolo concreto

La nota che rassicura: nulla di tutto ciò sarebbe stato messo in atto. I piani, secondo la ricostruzione, sarebbero rimasti sulla carta, e l’operazione avrebbe interrotto i preparativi della banda. La stella francese non era a conoscenza di nulla e non avrebbe mai corso un pericolo concreto. Trattandosi di un’indagine in corso, tutti gli elementi restano al vaglio della magistratura e vale la presunzione d’innocenza per l’indagato.