Malagò sul rischio di decadere da presidente Figc: “C’è una precisa logica dietro tutto questo, ma io resto sereno.”
Ospite a La Politica nel Pallone. "La scadenza della UEFA sugli stadi per EURO 2032 può slittare"

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
In mezzo alla bufera istituzionale, Malagò non ha paura di decadere. Il presidente della Figc, intervenuto a La Politica nel Pallone su Rai Gr Parlamento, ha toccato tutti i dossier aperti, a partire dal caso del mancato tesseramento su cui la Procura generale dello Sport del Coni ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura federale.
Malagò non ha paura di decadere: “Sono sereno, c’è una precisa logica dietro”
“Non ho paura di decadere da presidente della Federcalcio. Io sono assolutamente sereno, sono un signore abituato da molti anni ad avere qualcuno che vuole sovvertire le dinamiche di consenso popolare.”
Il numero uno federale ha poi ricostruito i mesi di veleni:
“Non è la prima volta: c’è stato un chiaro tentativo di andare al commissariamento e non si poteva fare, poi gli ostacoli del pantouflage e ora c’è questa nuova puntata. C’è una precisa logica dietro tutto questo, ma io resto sereno.”
Sulla Giunta del Coni in programma domani — nel cui ordine del giorno non figura la questione delle elezioni federali — Malagò ha spiegato di non aspettarsi nulla. Parole che si aggiungono al lungo braccio di ferro ai vertici del calcio, che il Napolista ha raccontato più volte, dai nodi sulla guida della Nazionale ai retroscena su chi comanda davvero in Federazione.
Gli stadi di Euro 2032: “La deadline può slittare”
Sul dossier degli impianti che dovranno ospitare l’Europeo del 2032, organizzato insieme alla Turchia, il presidente apre a una maggiore flessibilità sui tempi:
“È un’ipotesi che possa slittare quella deadline. Sentiamo quotidianamente la UEFA e i rapporti sono idilliaci. Abbiamo rispettato il primo traguardo e ora gli uffici lavorano sulle seconde valutazioni. Oggi siamo al 14 settembre, magari da qui al 30 qualche considerazione potrà esserci.”
La Nazionale: “Non basta qualificarsi al Mondiale”
Spazio poi all’Italia, con un concetto netto: tornare non solo a partecipare, ma a essere competitivi.
“Noi non giochiamo una gara a eliminazione diretta di un Mondiale da quando abbiamo giocato la finale vinta nel 2006 contro la Francia. L’Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione. Bisogna anche guardare avanti e fare bene, e per farlo va costruito un percorso con i giovani.”
Malagò ha rivendicato anche il lavoro sui calciatori con doppia scelta internazionale:
“Romano ha scelto l’Italia grazie al lavoro di Claudio Ranieri e Roberto Mancini. Ma non è il solo: ci sono diversi ragazzi che hanno facoltà di scegliere se partecipare con la maglia del padre o della madre. Stiamo lavorando tanto su questo.”
“Bisogna creare una bella squadra e riportare fiducia nelle persone dopo quello che è successo. So benissimo che siamo legati a mille variabili, ma non dobbiamo metterci nelle condizioni che un episodio singolo possa determinare un nuovo caso amaro.”
Un riferimento che pesa, in un ambiente ancora scosso dalle polemiche sulla panchina azzurra e su cui pure il Napolista ha provato a leggere le mosse dello stesso Malagò.
Bianchedi capo delegazione e il futuro legato al Mondiale
Sulla nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale, Malagò ha minimizzato le obiezioni:
“Ci sono moltissime rappresentazioni e persone che hanno ruoli ben più coinvolgenti nell’organizzazione del sistema sportivo: sarebbe stupefacente se non si potesse concretizzare questa cosa.”
Infine, la promessa che vale più di ogni altra: il proprio futuro legato ai risultati.
“C’è una regola non scritta per i presidenti federali, non so nemmeno se sia giusta, ma se uno fallisce quello che è l’obiettivo minimo, ovvero la partecipazione al Mondiale, è giusto che si rispetti quello che i miei colleghi prima di me hanno fatto.”