Hanno deciso di far fuori Malagò dal calcio italiano, ha dato troppo fastidio a chi comandava e lo voleva burattino
Il Coni si scopre inflessibile per una tessera mentre su altre federazioni è calato il silenzio davanti a inchieste penali. Il gioco è fin troppo scoperto, come sempre in Italia

As Roma 25/07/2018 - presentazione calendari serie C 2019-2020 / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Giovanni Malago'-Gabriele Gravina
L’ancien regime non vuole più Malagò, fa troppo di testa sua
E quindi hanno deciso di far fuori Malagò dalla Federcalcio. Il cavillo è che non era tesserato con alcuna società calcistica al momento della sua elezione. Viene definito un principio fondamentale.
Ovviamente se in questi mesi Malagò non si fosse affrancato dalla vecchia guardia che lo aveva sostenuto e votato turandosi il naso – Gravina, Marotta eccetera -, di tutto questo non si sarebbe nemmeno parlato. Ma Malagò ha mostrato troppo rapidamente di essere il miglior dirigente sportivo italiano e di pensare con la propria testa. Solo l’ancien regime del nostro calcio poteva pensare che fosse un burattino manovrabile.
Ricordiamo la vicenda commissario tecnico: Gravina non voleva il ritorno di Mancini (non casuale l’attacco di Carnevali fedelissimo di Marotta). Poi le frasi sul ritiro del consenso a Infantino (Malagò spiegò chiaramente che altrimenti sarebbero potuti sorgere problemi con la Uefa per l’assegnazione di Euro 2032) e infine il caso Diana Bianchedi nominata capo delegazione in Nazionale: è questo il passaggio che più di tutti ha fatto infuriare il Coni.

Il presidente del Coni Buonfiglio: “Lo sport sia da esempio sulle regole”
Il commissariamento della Federcalcio sembra ormai dietro l’angolo. E c’è sconcerto nel mondo dello sport. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio è convinto di andare fino in fondo. E nelle sue parole si nota anche un tono vagamente vendicativo. Ecco qualche sua frase riportata dalla Gazzetta dello Sport:
“In un mondo in cui si sta un po’ allentando il rispetto per le regole, lo sport sta tenendo ancora duro. E quando parliamo degli esempi ai nostri giovani poi dobbiamo essere coerenti”.
“Come ha reagito Malagò alle mie parole in Giunta? Quando sono stato commissariato io… anzi no, meglio dire quando subisci qualche cosa ma ti senti a posto, è chiaro che sei arrabbiato”.
“Quanto è dannoso tutto questo per la Figc? È un’altra goccia che si aggiunge a qualche altra goccia”.
Ieri și è svolta la giunta del Coni. E la Gazzetta riporta i sussurri dei membri dell’esecutivo: “La più assurda seduta che ricordi”, dice un componente definito “uno che di esperienza ne ha da vendere”.
Buonfiglio ha persino incalzato Malagò dicendogli di essere sintetico.
Scrive il Corriere della Sera che “ora toccherà alla Giunta proporre al Consiglio Nazionale di votare il commissariamento e a Malagò di difendersi, nell’impresa forse più difficile della sua carriera”.
Il Corsera: “Vogliono affondare Malagò per un vizio di forma, sembra una barzelletta”
Ogni decisione verrà presa dopo Italia-Turchia del 5 ottobre, per non turbare il percorso degli azzurri in Nations League.
Aggiunge il Corsera:
“Dalla Procura e dalla Giunta nessuna novità invece sui possibili commissariamenti di due federazioni nella bufera per fatti assai più gravi di quelli del calcio, la Danza sportiva di Laura Lunetta, su cui pende una imponente inchiesta penale, e gli Sport equestri di Marco Di Paola, vicepresidente del Coni, dopo un rapporto dei Carabinieri che ha indicato possibili irregolarità nella sua elezione”.

Sempre il Corriere della Sera pubblica un commento di Daniele Dallera che sintetizza perfettamente quel che sta accadendo:
“La volontà, la spinta è quella di commissariare la Federcalcio. Nel momento di massima crisi dello sport più popolare e importante del Paese, si va a indebolire l’istituzione che lo governa. Per un vizio di forma, il mancato tesseramento a un qualsiasi club, una società, sarebbe andata bene anche una squadra di un oratorio, da parte di Giovanni Malagò quando si è candidato alla presidenza Figc. Pare una barzelletta, ma è tutto vero”.
E ancora:
“Si commissaria la Federcalcio per affondare Malagò, una eccellenza italiana nel mondo dello sport a livello internazionale. Che ha commesso errori, anche gravi in questa prima fase di guida della Federazione, il balletto Maldinipirlo, i modi sbagliati (non certo l’idea coraggiosa tutta da verificare) della mossa Bianchedi come capo delegazione della Nazionale. Ci si gira colpevolmente dall’altra parte, si fa finta di niente, davanti a federazioni, ovviamente meno prestigiose, macchiate da autentici scandali: altro che di commissario avrebbero bisogno. Per Malagò, bisogna essere invece inflessibili”.