Gilmour piace ad Allegri anche per la sua capacità di giocare a ritmi da “Premier”

La Gazzetta dello Sport spiega perché con Allegri si sta conquistando un posto: velocità di gioco all'inglese, gusto per la verticalità e un profilo diverso da Lobotka, con cui può alternarsi o convivere.

Gilmour piace ad Allegri anche per la sua capacità di giocare a ritmi da “Premier”

Ni Napoli 09/09/2026 - Champions League / Napoli-Arsenal / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Billy Gilmour

Gilmour è piaciuto ad Allegri, e non solo per l’affidabilità mostrata nell’emergenza a centrocampo. A convincere il tecnico, scrive la Gazzetta dello Sport, è soprattutto la capacità dello scozzese di giocare a certi ritmi “da Premier” — e la sua ricerca della verticalità, esattamente come piace all’allenatore azzurro.

“E ora Max ha trovato un equilibrio nell’emergenza: Billy gli è piaciuto tanto con l’Arsenal, forse anche per quella sua capacità di giocare a certi ritmi ‘da Premier’. E poi perché cerca sempre la verticalità, come ama il tecnico azzurro. Triangolo. Billy è diverso da Lobotka, per questo i due possono alternarsi in regia ma anche giocare insieme, uno accanto all’altro. Max sta sperimentando un centrocampo a tre che poi in fase offensiva diventa un triangolo, con la mezzala di qualità (vedi De Bruyne o Vergara) che va a inserirsi tra le linee sulla trequarti, a ridosso della prima punta. Gilmour ama cercare il lancio lungo, ribaltare l’azione, sventagliare da una fascia all’altra. Lobotka, invece, è più un mago nello stretto: tocchi sempre puliti e vicini, per uscire dalla pressione in attesa dell’imbucata vincente. Fabregas, un anno fa, disse che un giocatore come Stan lo vorrebbe sempre avere a disposizione: un unicum nel suo ruolo, capace di far sembrare facile ogni situazione di possesso.”

Gilmour è piaciuto ad Allegri: i ritmi “da Premier” e la verticalità

Nel pieno dell’emergenza, Max ha trovato un equilibrio proprio grazie a Billy: gli è piaciuto tanto nella gara con l’Arsenal, forse anche per quel modo di stare in campo a un’intensità di marca inglese. E poi perché cerca la verticalità, un principio a cui Allegri tiene molto. È la nuova vita di un giocatore di 25 anni, a lungo infortunato nella scorsa stagione, che ora si è ripreso un ruolo centrale nel Napoli.

La chiave, secondo la rosea, è che Gilmour è diverso da Lobotka: per questo i due possono alternarsi in regia ma anche giocare insieme, uno accanto all’altro. Allegri sta sperimentando un centrocampo a tre che in fase offensiva diventa un triangolo, con la mezzala di qualità — come De Bruyne o Vergara — che si inserisce tra le linee sulla trequarti, a ridosso della prima punta.

Sul piano delle caratteristiche, Gilmour ama cercare il lancio lungo, ribaltare l’azione, sventagliare da una fascia all’altra: qualità di apertura che allargano il gioco. Un profilo complementare a quello di Lobotka, più abile nel palleggio stretto, e che dà ad Allegri due modi diversi di costruire dal basso — la stessa bontà del doppio play promossa da Rrahmani dopo il Bologna.

Non a caso è proprio dalla coppia in mezzo che passa il Napoli che Allegri prepara per Firenze: nell’emergenza, lo scozzese si è trasformato da comprimario a uomo di fiducia.