Ganito, Kiki e la paranza che aggredì nel sonno Donnarumma e la sua compagna. A processo per una notte da incubo

L'Equipe racconta le storie degli imputati, giovanissimi. Uno si è suicidato dopo aver accusato i due mandanti. Il processo comincia oggi

Ganito, Kiki e la paranza che aggredì nel sonno Donnarumma e la sua compagna. A processo per una notte da incubo

Paris Saint-Germain's Italian goalkeeper #01 Gianluigi Donnarumma gestures during the FIFA Club World Cup 2025 quarterfinal football match between France's Paris Saint-Germain and Germany's Bayern Munich at the Mercedes-Benz Stadium in Atlanta on July 5, 2025. (Photo by Paul ELLIS / AFP)

Alle 2:52 del mattino tra il 20 e il 21 luglio 2023 Gianluigi Donnarumma e la sua compagna, Alessia, furono aggrediti mentre dormivano nella loro casa, nell’VIII arrondissement di Parigi. Fu un’aggressione violentissima, come la ricorda L’Equipe: Donnarumma fu colpito al volto, minacciato con un coltello e immobilizzato. Con mani e piedi legati. Uno dei malviventi si avventò sulla fidanzata pretendendo da lei il codice di una cassaforte. La trascinarono per i capelli, la strangolarono e la colpirono alle cosce. Lei disse loro di essere incinta; col senno di poi, ritiene che non avessero capito cosa stesse dicendo. “Quattro zeri”, urlò Donnarumma. I ladri aprirono la cassaforte: era vuota. Alle 3:13 del mattino, l'”Operazione Donnarumma” si concluse. Orologi di lusso, borse firmate e duemila euro in contanti: la banda si allontanò con un bottino stimato poco sotto il milione di euro. L’Equipe ne scrive perché oggi comincia il processo agli accusati di quella rapina. E la loro storia è notevole.

Uno degli indagati sostiene di aver agito sotto costrizione

La polizia ha rapidamente identificato i sospettati. L’Equipe cambia ovviamente i nomi dei minorenni: “All’epoca dei fatti, Moktar aveva ventun anni; Seyni, venti; Mohamed, diciassette; e Kevin, sedici. Poco più che ragazzi. Seyni non comparirà in aula. È morto: si è suicidato impiccandosi mentre era in custodia cautelare. Durante uno degli interrogatori, aveva sostenuto di aver partecipato all’irruzione in casa sotto costrizione”.

Donnarumma Chevalier

“Secondo le sue dichiarazioni, lui, sua madre e la sorellina erano minacciati da alcuni individui dopo che aveva contratto un debito con un uomo soprannominato “Kiki” per l’acquisto di una moto. In seguito alla rapina, era stato trattenuto contro la sua volontà e accoltellato più volte. Qualche mese dopo, aveva “vuotato il sacco” con gli inquirenti: una mossa che non era piaciuta agli altri. Aveva raccontato che due uomini avevano orchestrato e commissionato il colpo a casa Donnarumma: il già citato “Kiki” e “Ganito”, un malvivente dalla pessima fama. Seyni temeva “ritorsioni” e parlava di subire “pressioni” da quando era stato incarcerato. Il 10 maggio 2024, alle 5:50 del mattino, è stato trovato morto nella sua cella presso il carcere di Fresnes, nella Val-de-Marne”.

Ganito, la mente del gruppo

“Kiki” e “Ganito” vennero rapidamente identificati. “Kiki” era Khyan Mamouni: all’epoca diciottenne, era già accusato, tra l’altro, di coinvolgimento in un tentativo di rapina a mano armata ai danni della giornalista Anne-Sophie Lapix. Il vero nome di “Ganito” era Ilyas — Ilyas Kherbouch. Nel luglio 2023, anche lui aveva appena raggiunto la maggiore età. All’epoca dei fatti, entrambi si trovavano detenuti presso il centro di custodia cautelare di Villepinte, nella Seine-Saint-Denis. Tuttavia, gli inquirenti disponevano di prove schiaccianti a loro carico. Il giudice istruttore considerava “Ganito” la “mente principale” dietro i crimini commessi. La lista dei reati a suo carico è impressionante: estorsione, rapina violenta, violenza sessuale e sequestro di persona. A 21 anni, è già stato condannato undici volte. Dall’età di quattordici anni, ha trascorso solo un mese e mezzo in libertà. “Ganito” non ha paura di nulla. Il 7 marzo scorso è evaso dal carcere di Villepinte con l’aiuto di complici travestiti da poliziotti. È stato catturato nuovamente tredici giorni dopo. Attualmente è detenuto nel carcere di Fresnes (Val-de-Marne). La data prevista per la sua scarcerazione è fissata al 25 maggio 2043″.