Carragher: “Se fossi De Bruyne sarei furioso, la sua carriera al City rischia l’asterisco. E forse scelse quel club per uno stipendio gonfiato”
L'ex Liverpool a Sky Sports dopo la condanna del City per 114 violazioni: "Ho parlato con alcuni giocatori, gli dicevano che andava tutto bene". E chiede di togliere i titoli e cacciare i proprietari.

Kevin De Bruyne of Manchester City plays during the Premier League match between Fulham and Manchester City at Craven Cottage in London, England, on May 25, 2025. (Photo by Michael Driver | MI News/NurPhoto) (Photo by MI News / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
De Bruyne, Manchester City e un asterisco sulla carriera: è l’immagine scelta da Jamie Carragher per raccontare le vittime dello scandalo. L’ex difensore del Liverpool, oggi opinionista di Sky Sports, stamattina ha commentato la sentenza della commissione indipendente che ha giudicato il City colpevole di 114 delle 115 accuse di violazione delle regole finanziarie della Premier League. Il periodo contestato va dal 2009/10 al 2017/18. E per spiegare il danno subito dai calciatori ha fatto il nome proprio del centrocampista che oggi gioca nel Napoli.
Carragher: “De Bruyne al Manchester City? Sarei furioso”
Queste le sue parole:
“Se fossi un ex giocatore del Manchester City sarei furioso. Deve essere molto difficile vedere tutto quello che sta succedendo e sentire che una parte della propria carriera avrà un asterisco. Penso a Kevin De Bruyne, uno dei più grandi giocatori che abbia mai visto. Avrebbe potuto giocare in qualsiasi squadra del mondo e sarebbe stato comunque uno dei migliori. Se alla fine della sua carriera il mondo intero guardasse ai suoi anni al City come a una farsa, sarei furioso. Assolutamente furioso, perché la gente guarda alla mia carriera in quel modo per quello che è successo ai piani alti.”
Poi il passaggio più delicato, sulla scelta del belga di trasferirsi a Manchester:
“Ha scelto di rappresentare il Manchester City. Uno dei motivi che potrebbero averlo portato lì forse era lo stipendio. Che forse è stato gonfiato proprio per la situazione del City e per ciò di cui sono stati accusati.”
De Bruyne arrivò al City nell’estate del 2015, dal Wolfsburg, quindi in pieno periodo contestato. Ci è rimasto dieci anni, fino al trasferimento al Napoli. Come abbiamo scritto, è uno dei campioni che il City ha potuto comprare frodando il calcio inglese.
“Ho parlato con alcuni giocatori: gli dicevano che andava tutto bene”
Carragher ha anche rivelato di aver parlato con alcuni calciatori del City. Secondo lui, la dirigenza del club li ha sempre rassicurati:
“Quelle persone hanno continuato a dire a quei giocatori, perché ho parlato con alcuni di loro, che andava tutto bene. Che non sarebbero stati puniti per niente.”
Per l’ex Liverpool le sanzioni devono essere durissime:
“Penso che i titoli e i trofei che il Manchester City ha vinto in questo periodo debbano essere tolti dal suo albo. Non è una questione di medaglie, è una questione di emozioni, ed è questo che il Manchester City ha rubato. Non so come i proprietari possano restare nel calcio inglese.”
E sui ricavi gonfiati: “Sarebbe impossibile per il Manchester City avere i ricavi commerciali di Liverpool, Manchester United o Real Madrid”.
Carragher è una delle voci più dure. È esattamente quello che mancava pochi giorni fa, quando segnalavamo lo strano silenzio di Neville e Lineker. Sulla stessa linea la stampa inglese: per il Guardian quello del City è la più grande frode mai perpetrata nel calcio inglese, per il Telegraph tutte le vittorie di Guardiola sono ormai macchiate. Il City continua a dichiararsi innocente e, secondo Sky Sports, ha tempo fino al 2 ottobre per presentare appello. Anche se, secondo The Athletic, stavolta sarà difficile ribaltare il verdetto come nel 2020.
A Napoli, De Bruyne lo abbiamo accolto come un marziano. Carragher ha ragione su un punto: il suo talento non l’ha comprato nessuno. I trofei, forse sì.