Con Paratici all’Atalanta, Gasperini sarebbe stato esonerato dopo cinque giornate

Gasperini nel 2016-17 subì 4 sconfitte nelle prime 5 giornate. La Gazzetta sull'esonero di Grosso alla Fiorentina: "un licenziamento dopo tre giornate è sempre un atto isterico, difficilmente giustificabile"

Con Paratici all’Atalanta, Gasperini sarebbe stato esonerato dopo cinque giornate

Db Verona 0404/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Fabio Paratici

Grosso non andava toccato. Stavolta Paratici ha esagerato. È una mossa “isterica” (le virgolette sono tutte della Gazzetta) che Luigi Garlando rinfaccia al “dominus sovrano” (di nuovo: virgolette sue) che ha rivoluzionato la Fiorentina in estate un po’ alla rinfusa. Il Nuovo Cinema Paraticio di cui ha scritto ieri Salvatore Napolitano sul Napolista.

Garlando scrive che a Grosso sono mancati “tempo e fiducia. Tempo: Grosso ha commesso degli errori, ma un licenziamento dopo 3 giornate è sempre un atto isterico, difficilmente giustificabile. Nel 2016-17, avessero cacciato Gasperini dopo 4 sconfitte nelle prime 5 giornate, l’Atalanta non avrebbe fatto storia. Fiducia: Gasp ha avuto la libertà di plasmare non solo la squadra, anche la società (Ranieri, Massara, D’Amico…) e oggi si vedono i frutti”.

Grosso

Manca il progetto

Ma il dito puntato è tutto su Paratici, che “ha scelto Grosso e poi ha fatto un mercato a prescindere dal gioco che ha reso bello il Sassuolo. Il nuovo tecnico ha ricevuto una manciata di trequartisti (Mastantuono, Atta…), una torre (Pellegrino) senza esterni per servirlo e l’ordine: “Mettili in campo”. Impossibile con l’amato 4-3-3. Poi la sterzata: sono piovuti gli esterni (Gonçalves, Gnonto…) . E i talentini? Questo è il nocciolo del pasticcio: è mancato un progetto tecnico chiaro e condiviso”.

Usando Leonardo e il suo Trattato della pittura come metafora (“Studia prima la scienza e poi seguita la pratica”), Garlando scrive che “una squadra non è un museo dove puoi ammassare tele, ma una casa da costruire con pazienza, seguendo un disegno preciso. Ma Paratici, che non ha crisi di autostima ed è portato a uno spregiudicato gigantismo edilizio (CR7), ha comprato di tutto in allegria, ascoltando il gaudente Magnifico più che il saggio Leonardo”.