L’esonero lampo di Grosso è arrivato per un faccia a faccia con Paratici

La Gazzetta rivela che Paratici non era convinto della scelta e aveva cercato altri tecnici, più esperti, prima di arrivare a Grosso.

L’esonero lampo di Grosso è arrivato per un faccia a faccia con Paratici

Db Empoli 27/10/2018 - campionato di calcio serie A / Empoli-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Fabio Paratici

Grosso Paratici, un rapporto mai davvero decollato e finito nel modo peggiore. Secondo la Gazzetta dello Sport, a far precipitare la situazione in casa Fiorentina — con l’esonero di Fabio Grosso arrivato a tarda sera, dopo appena quattro partite ufficiali e due mesi scarsi di lavoro — sarebbe stata proprio una discussione tra l’allenatore e il direttore sportivo, non in sintonia su come uscire dalla crisi.

Grosso Paratici, la discussione che ha ribaltato tutto

Ancora nel primo pomeriggio, la società — pur senza esporsi ufficialmente — aveva fatto filtrare che il tecnico non era in discussione. Poi qualcosa è cambiato e la situazione è precipitata in fretta. La Gazzetta indica un motivo preciso:

“A far precipitare la situazione pare sia stata una discussione tra Grosso e Paratici, che non erano in sintonia su come uscire dalla crisi.”

Così la parola “pazienza”, sbandierata in continuazione in quest’ultimo periodo anche per giustificare la falsa partenza, è stata spazzata via dal ribaltone del Toro e sostituita da “urgenza”. Come avevamo raccontato ieri sera, la panchina sembrava potersi salvare almeno fino alla sosta: nel giro di poche ore, invece, è arrivato il ribaltone.

Il peccato originale: Paratici cercava un altro

C’è un dettaglio che pesa più di ogni altro, e riguarda la scelta iniziale. Grosso è stata la prima mossa di Paratici sulla panchina viola, ma — sottolinea la rosea — quella scelta non era così convinta come si è voluto far credere:

“Grosso è stata la prima mossa di Fabio Paratici, che nonostante le dichiarazioni ufficiali (‘È sempre stata la nostra unica scelta’) aveva cercato altri tecnici con più esperienza prima di arrivare a lui. Il fallimento del nuovo progetto tecnico avrà ripercussioni anche sul dirigente, che adesso dovrà trovare un sostituto adeguato.”

Un’ombra che ora si allunga sullo stesso Paratici, chiamato a rimediare in fretta.

Tante spese, poca resa: e adesso Vanoli

Il paradosso è che l’avventura dell’eroe di Berlino si chiude dopo una stagione partita sotto i migliori auspici: campagna acquisti faraonica (circa 130 milioni spesi), tredici giocatori nuovi, un progetto ambizioso. Invece è arrivata la peggior partenza di sempre della Fiorentina in campionato — tre ko di fila — e il coro dei tifosi dopo il Torino, “Grosso salta la panchina”, è diventato realtà. Nelle prossime ore si deciderà il nome del successore: tutto porta al ritorno di Paolo Vanoli, che i viola avevano già allenato proprio prima di Grosso (tra novembre 2025 e giugno di quest’anno). Il cambio è urgente, perché venerdì la Fiorentina torna in campo contro il Venezia.