Risalire, arrivare a novembre più in forma e poi il mercato di gennaio: il piano non detto di Allegri

La Scozzafava sul CorSera svela la strategia del tecnico: rimettersi in careggiata entro la seconda sosta, con una condizione fisica migliore. E al resto, senza dirlo, penserà gennaio.

Risalire, arrivare a novembre più in forma e poi il mercato di gennaio: il piano non detto di Allegri

AC Milan's Italian coach Massimiliano Allegri looks on from the techincal area ahead of the Italian Serie A football match between AC Milan and Juventus at the San Siro stadium in Milan, northern Italy, on April 26, 2026. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)

Che Allegri punti al mercato di gennaio è, secondo Monica Scozzafava sul Corriere della Sera, la parte non dichiarata del suo piano. L’unica cosa che cambia l’umore della squadra — e di una piazza che ha già cominciato a rumoreggiare — è il risultato: vincere, e non solo col Bologna, perché poi c’è la Fiorentina. Ma dietro l’urgenza dei tre punti si intravede un disegno di più ampio respiro.

Allegri punta al mercato di gennaio: il piano non detto

L’idea ottimistica di Max è risalire la classifica e arrivare alla seconda sosta di campionato, quella di novembre, con una condizione fisica migliore nel momento clou della stagione. Al resto — ma questo non lo dice apertamente — penserà la finestra di gennaio. È lo stesso retroscena che avevamo raccontato: in pubblico Allegri non fa una piega, ma in privato guarda già al mercato invernale, consapevole che la rosa attuale — reduce da un’estate senza rinforzi — vada integrata.

La lista degli indisponibili

Intanto, il tecnico elenca tutte le assenze con cui deve fare i conti:

“No Anguissa, no McTominay, no Giovane, Marianucci, Buongiorno, Meret.”

Una lista pesante, che pesa sulle rotazioni proprio nel momento più delicato e che conferma il nodo dell’organico. E non è la prima volta che accade: Scozzafava ricorda un po’ anche lo sfogo di un anno fa di McTominay, dopo il pareggio con l’Inter, quando lo scozzese si trovò a giocare con una squadra pure decimata.

Il presente prima del futuro

Il futuro, insomma, ha una data — gennaio — ma il presente ne ha un’altra, molto più vicina: le prossime due partite. Perché la strategia di lungo periodo regge solo se, nell’immediato, arrivano i punti che tengono lontano il rumore attorno alla squadra. Un equilibrio delicato, che passa anche dalla necessità di abbassare i toni, come chiesto dallo stesso Allegri.