Pagelle / Allegri si presenta subito: cambio modulo e sostituzioni visionarie. I gufi devono attendere

Il re De Bruyne è tornato, con l’allenatore che lo voleva a Napoli ma poi è arrivato un anno dopo di lui. Politano, Anguissa e Hojlund da dimenticare

Pagelle / Allegri si presenta subito: cambio modulo e sostituzioni visionarie. I gufi devono attendere

Mg Genova 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Le pagelle di Genoa-Napoli 0-2, a cura di Fabrizio d’Esposito

MERET. Allegria, come annota il presidente di nuovo parlante e scrivente. Allegria, nonostante dubbi e sentenze nefaste sul novello Max azzurro, che stavolta vince di medio muso. I Centenarios si pappano i tre punti della prima e in porta c’è l’ex giovane Meret, ormai quasi trentenne. O Zena fa soltanto ammuina per una mezz’ora buona e il ritornante Meret si cimenta in due parate facili facili: l’unico periglio se lo procura da sé con quello sciagurato rilancio pedestre che diventa un assist per Vitinha (il secondo, dopo il pasticcio con King Kevin contro il Celta in amichevole) – 6

DI LORENZO. La destra è un deserto fino all’apparizione prodigiosa di Vergara e per un’ora abbondante il Capitano dei due scudetti vive una solitudine assoluta accanto al fantasma di Na-Politano – 6

RRAHMANI. Come detto, O Zena non fa danni nella sua mezz’ora forsennata e fumosa, ma la difesa dei Centenarios s’impegna per agevolare al meglio i rossoblù con una sagra agostana di errori grossolani, figli di lentezza e sciatteria. Compreso il comandante Amir che sbaglia un rilancio al 32’ – 6

RAFA MARIN. La cappellata è sempre in agguato e lui ne fa ben due, al 5’ e al 42’. Epperò sull’agitato Colombo non fa male. Non solo. L’ispanico è l’unico a scetare Zambo il Sospeso (in attesa di contratto) con quel passaggio verticalissimo al 38’ – 6

OLIVERA dall’80’. Senza voto

SPINAZZOLA. Anche Zio Spina sbaglia un rilancio, per giunta nell’area amica, e lì davanti non è mai decisivo. Al 43’ va al tiro, indi al 79’ perde una pelota che fa respirare e sperare un Genoa fino a quel momento sofferente – 5,5

ANGUISSA. Zambo il Sospeso, appunto. E si vede – 5

Vergara merita un bel sette in pagella

DE BRUYNE dal 66’. King Kevin is back, con l’allenatore che lo voleva a Napoli ma poi è arrivato un anno dopo di lui. È lui il risolutore con sbracciata contro l’avversario e relativo gol. È aperto l’ufficio pentimenti per i tanti e troppi denigratori del re – 7

LOBOTKA. Nell’ormai nota mezz’ora genoana del primo tempo, il Caro Lobo è triste icona dell’impotenza dei Centenarios. Indi il Napule recupera metri e palleggio e lui è lì a fare l’architetto del predominio azzurro – 6,5

McTOMINAY. Una partita di ricerca continua e tenace per Scott il Rosso. Alla ricerca di una palla da portare avanti e in attesa di un segnale di vita da Rasmus il dormiente. Poi entra King Kevin ed è tutta un’altra storia – 6

POLITANO. Anonimo Na-Politano – 5

VERGARA dal 66’. Fa segnare King Kevin, con un tacco, e poi segna anche lui – 7

HOJLUND. Ostigard è un martello vichingo che non gli fa vedere una pelota che sia una. Ma ciò che fa incazzare di più è il ritardo al 71’ con cui manca un assist grandioso di Scott il Rosso – 5

LUCCA dal 78’. Al momento c’è lui e dimostra decisamente più vitalità del danese titolare. Senza dimenticare l’acuto velo per il gol di Vergara – 6,5

ALISSON SANTOS. Il quattro tre tre allegriano nella primera parte è sbilanciato quasi sempre a sinistra, dove c’è Santos Subito che dribbla e cross, ma perde anche un pallone al 35’ – 6,5

LANG dal 66’. Vagante con juicio – 6

ALLEGRI. I gufi del fuoco amico lo aspettavano al varco, ma almeno stasera devono ripiegare le loro ali del malaugurio. Il novello Max azzurro mette subito in mostra due delle sue doti migliori: il cambio di modulo in partita, col quattro due tre uno finale, e le sostituzioni visionarie – 7

ARBITRO DI BELLO. Il piagnonismo rossoblù, in cui al solito si distingue l’ex romanista De Rossi, concede il bis dopo la passata stagione. Al punto da trasfigurare la nota mezz’ora del primo tempo del Genoa in un partitone denso di occasioni che nessuno ha visto. Ma la sbracciata di King Kevin non è fallo. O Zena continui a piangere ma la sconfitta è secca e meritata. Peccato solo per la sorpresa canora del gemellaggio canoro iniziale – 7

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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