Caro De Siervo, usare il pezzotto non è reato. Lo stabilisce una sentenza di Bari (si paga la sanzione di 154 euro)
In tredici assolti dall'accusa di ricettazione. Sentenza in linea con l'orientamento giurisprudenziale stabilito dalla Cassazione. Il pezzotto è utilizzato per fini personali

Db Riad (Arabia Saudita) 02/01/2025 - Supercoppa Italiana / Inter-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luigi De Siervo
Il pezzotto è utilizzato per uso personale
Usare il pezzotto non è reato. Lo stabilisce, o sarebbe più corretto dire lo ribadisce una sentenza del tribunale di Bari. La notizia la leggiamo su Repubblica. Il giudice Roberta Maggio ha assolto i tredici imputati dall’accusa di ricettazione. Dovranno pagare la sanzione amministrativa di 154 euro. Chissà come la prenderà l’amministratore delegato della Serie A Luigi De Siervo.
Quindi:
“Dotarsi del pezzotto per un abbonamento in streaming alle pay tv non è un reato.”
Il fatto – è scritto nella sentenza – non è previsto dalla legge come reato.

La giudice Roberta Maggio scrive nella sentenza: “non esistono elementi tali da provare che gli imputati abbiano partecipato alle attività di produzione e immissione in circolazione dei supporti informatici, né che li abbiano detenuti per immetterli in commercio. Emerge pacificamente – si legge nella sentenza – che la detenzione dei supporti informatici fosse finalizzata a meri scopi di natura personale”.
Si paga la sanzione di 154 euro e finisce lì.
Mediaset si era costituita parte civile chiedendo un risarcimento di 80mila euro
Repubblica ricorda che si tratta di un orientamento giurisprudenziale già sancito da diverse sentenze delle Sezioni unite della Corte di Cassazione. Il pezzotto viene utilizzato per uso personale e non per alimentarne il commercio.
Scrive Repubblica:
“Con buona pace dei colossi televisivi che cercano di rientrare dei soldi persi, come nel caso di Mediaset Premium che si era anche costituita parte civile chiedendo un risarcimento di 80mila euro”.