La diagonale di 40 metri di Vergara per recuperare un pallone al limite dell’area

Al Napoli basta mezz'ora per alzare il livello. Abbiamo vinto senza subire gol e senza concedere un tiro in porta. Il gol di De Bruyne? Il difensore del Genoa cerca lo scontro e gli va male

La diagonale di 40 metri di Vergara per recuperare un pallone al limite dell’area

Napoli's Italian midfielder #26 Antonio Vergara (C) celebrates with teammates after scoring his team second goal during the Italian Serie A football match between Genoa CFC and SSC Napoli at the Luigi-Ferraris stadium in Genoa on August 22, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

Rafa Marin firma un’ottima prova di personalità e tempismo

Il ventidue d’agosto, a parte una fetta d’anguria alle nove di sera, non c’è voglia di fare niente. Figurarsi giocare una partita di pallone. Bene, Alfa e Gigi D’Alessio aprono la serata. Pensare che una volta erano De André e Murolo a duettare… ma i tempi cambiano, anche per il Napoli. Altroché. Saporito il fuoco e il fumo della brace genoana, tosta e Baldanz-oso: mezz’ora di applicazione e fiato che trovano un’occasione solo grazie a un maldestro appoggio di Meret. Poi evaporano, come ognuno di noi dopo la doccia in questi giorni.

Un primo tempo da ventilatori scarichi, salvo qualche invenzione di Alisson vanificata all’ultimo guizzo. Eppure, dietro si balla poco o nulla: la leadership silenziosa e rocciosa di Rrahmani pulisce l’area con la solita precisione, mentre Rafa Marin firma un’ottima prova di personalità e tempismo, blindando i varchi e dando la sensazione di aver trovato una alternativa di reparto vera.

Siamo allegriani ormai: quando meno te l’aspetti, un cambio ti svolta la gara

Poi la ripresa. Siamo allegriani ormai: quando meno te l’aspetti, un cambio ti svolta la gara. Stavolta sono tre: Lang con il trolley, KDB e Vergara. Danielino, core de Roma, toglie i suoi due migliori, Ostigard e Baldanzi; noi invece mettiamo dentro la tecnica e la tanto acclarata cazzimma. Per capirne il significato basta guardare la diagonale di 40 metri di Vergara per recuperare un pallone al limite dell’area. Ed è proprio Antonio da Fratta a imbeccare con un colpo di tacco il nostro Magritte, che regge lo scontro con Vasquez, lo spinge appena e segna. Fallo? Non fallo? Non è volley, è pallone. Lasciateci in pace. Il difensore cerca lo scontro e gli va male. Il Genoa si arrabbia, ma è da una settimana che si pronosticava l’episodio. Così, in contropiede, Lucca e Kevin lasciano a Vergara il gol del raddoppio.

Allegria e giubilo: abbiamo vinto senza subire gol e senza concedere un tiro in porta, giocando appena mezz’ora. Perché mezz’ora ci basta per alzare il livello e far capire che, a fari spenti, ci siamo anche noi. E se questo è lo spartito d’agosto, occhio: se arriva quel colpo last minute di livello che tutti aspettiamo, questa squadra fa davvero paura a tutti.