Mourinho, si ricomincia. Giornalisti in sollucchero: “Dice che è cambiato” ma nessuno gli crede

Il Telegraph lo aspetta al varco delle intemperanze, anche se lui dice di essersi calmato: "Con lui tutto è un gioco, finché non smette di esserlo"

Mourinho, si ricomincia. Giornalisti in sollucchero: “Dice che è cambiato” ma nessuno gli crede

Jose Mourinho, head coach of Real Madrid CF, speaks during a press conference ahead of the LaLiga EA Sports football match against Real Sociedad at Ciudad Real Madrid in Madrid, Spain, on August 25, 2026. (Photo by Alberto Gardin/NurPhoto) (Photo by Alberto Gardin / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

Dice che si è calmato. Sarà l’età, l’esperienza, boh. Ma Mourinho è ancora un fattore, e il suo esordio casalingo alla guida del Real Madrid segna un punto di non ritorno, una verifica, scrive il Telegraph: vediamo, se è davvero cambiato. “Perché mai uno anticonformista come José Mourinho dovrebbe seguire la saggezza convenzionale?”, si chiede il giornale inglese che azzarda un paragone golfistico: “Questo ritorno al Real potrà essere il suo momento alla Tiger Woods al Masters del 2019, un trionfo finale che sfida i tempi che cambiano e attinge a una conoscenza innata di come vincere? O sarà più simile alla maggior parte degli altri tornei di golf di Tiger Woods dal 2009?”.

L’immagine signorile del Real non gli si addice

Il Telegraph scrive che tutto il bianco immacolato del Real Madrid trasmette un immagine “signorile di Mourinho non si addiceva nel 2010 e non si addice nemmeno ora. Questo è l’allenatore che dà un colpetto negli occhi ad alcuni tecnici e accusa altri di voyeurismo. L’anno scorso è stato criticato per la sua reazione alle presunte offese razziste rivolte a Vinícius Júnior, sostenendo che avesse istigato i tifosi del Benfica. Al Fenerbahçe, dopo una sconfitta in Coppa di Turchia, ha tirato il naso all’allenatore del Galatasaray, Okan Buruk. Dopo la sconfitta contro il Siviglia nella finale di Europa League con la Roma, affrontò l’arbitro Anthony Taylor in un parcheggio, definendolo “una fottuta vergogna”. Eppure Mourinho, insiste, è cambiato. “Mi sento più calmo e controllo meglio le mie emozioni”, ha detto martedì. Non ci sono stati ancora segnali di una crisi di nervi, a parte le urla contro Denzel Dumfries nella partita d’esordio del Real contro l’Espanyol, per non aver battuto una rimessa laterale abbastanza velocemente.

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“Vediamo se è davvero maturato”

Ma Mourinho resta un fattore anche e soprattutto per la comunicazione. I giornalisti da sempre lo adorano. “Dice di sentirsi maturato, ma credo che questo debba ancora essere messo alla prova”, afferma Alex Kirkland, corrispondente di ESPN da Madrid. “Vediamo quando arriverà il Clásico, quando arriverà il derby, quando saranno sotto pressione e avranno perso una o due partite”.

C’è un lato positivo nel suo carattere irruento. “Per chi come noi lavora nella Liga e vuole che se ne parli, il ritorno di Mourinho è la cosa migliore possibile”, afferma Kirkland. “Si vogliono giocatori di punta e persone che garantiscano i titoli più importanti. Mourinho è senza dubbio questo. Per noi giornalisti è un sogno.

“Con Mourinho è tutto un gioco, finché non smette di esserlo”, conclude il Telegraph.