L’Oro del Napoli: la panchina, la tecnica sopraffina, la bellezza salvifica
Quanto si indigna l'Italia per il gol di De Bruyne. Eppure gli argomenti per indignarsi in Italia non mancano. La qualità è l'arma in più nelle mani di Allegri

Mg Genova 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTI ALLA 1° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2026-27
Bello iniziare con una vittoria.
Fuori casa per giunta e a Marassi dove sarà difficile per tutti.
Comincia nel migliore dei modi l’avventura di Allegri in azzurro.
Primo tempo imbarazzante.
I Grifagni Grifoni hanno più gamba e schiacciano i nostri.
I quali non pressano e concedono troppo campo all’avversario.
E per magia arretrano di 20 metri.
Vitinha e Baldanzi impazzano a scorrazzare indisturbati nella trequarti azzurra.
Noi non uno schema di gioco, non un’idea tattica per tentare di uscire.
Se non il lancio lungo a cercare il Danese marcato a uomo da Ostigaard.
Fanno zompare su dal divano gli erroracci dell’Albatros del Friuli e di Rafa che potevano costare caro.
Ma i Grifoni per nostra fortuna alla fine sono piuttosto scarsi.
Non hanno la castagna risolutiva.
Al loro posto una squadra con un briciolo di qualità in più ne avrebbe segnati un paio.
Ma non reggeranno a questo ritmo forsennato.
Nella ripresa questi calano è sicuro.

Nella ripresa è un altro Napoli, il Genoa non c’è più
Previsione rispettata.
Nella ripresa è il Napoli dominante a schiacciare i genoani che non superano mai la metà campo.
Poi l’ora fatale.
L’ora in cui il mondo conoscerà il vero Oro del Napoli.
La panchina.
Scocca l’ora dei cambi.
Non tutti possono permettersi una panchina con Vergara e il Re.
La qualità pesa e si fa sentire.
Sarà proprio King Kevin ad andare in vantaggio.
Perla di tacco dell’Altro Pibe di Fratta (dopo Insigne).
Irruzione del Re.
Vasquez lo pressa disinteressandosi della palla e tenta di chiudere sulla sinistra cercando l’avversario.
Situazione apodittica: ostruzione esemplare.
Il Re smanaccia, ha la meglio e va in gol.
Chiara azione da campo.
Chiare le nuove direttive di Orsato in linea con il calcio europeo.
Tuttavia scatta l’indignazione nazionale. Irrefrenabile.
Per fortuna dopo cinque minuti Vergara chiude i conti.
E mette tutti a tacere.
Vano il disperato tentativo di salvataggio di Otoa.
Il pallone supera di soppiatto la linea.

Ci sarebbero argomenti per cui indignarsi
L’Oro del Napoli. La panchina.
L’Oro del Napoli. La tecnica sopraffina, la bellezza salvifica.
Sarà questa l’arma in più nelle mani di Acciughina.
Il quale avrà molto da lavorare perché quel primo tempo lì è stato inguardabile. D’altra parte siamo solo alla prima pagina e bisogna avere pazienza.
Non il costo del carburante, non il disagio per il cambiamento climatico, non i salari poveri o la sanità allo sbando.
Quello che più indigna l’italiano soprattutto al nord è il gol non annullato al Re.
Non si parla d’altro.
Eppure ce ne sarebbero di argomenti.
Pronti via.
Cinque minuti a Monza ed ecco il regalo a Marotta e ai suoi.
Sul gol del Turco Bissek e in netto fuorigioco.
E per di più pare anche che tocchi il pallone.
Tutto ok per arbitro e Var.
L’Inter sblocca la partita con un goal da annullare.
Tutti tacciono.
Nulla è cambiato.