Crosetti, la Juve di Spalletti vince ma sa di “avanzi di frigo”: migliore in campo, la traversa

Tre punti d'oro al debutto, ma un gioco poverissimo. Maurizio Crosetti fotografa senza pietà l'esordio bianconero a Frosinone: salvano Bremer e un legno, affonda l'attacco. Una minestra riscaldata che si mangia, ma il gusto è un'altra cosa.

Crosetti, la Juve di Spalletti vince ma sa di “avanzi di frigo”: migliore in campo, la traversa

As Frosinone 23/08/2026 - campionato di calcio serie A / Frosinone-Juventus / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Francisco Conceicao

C’è un’immagine che vale tutta la pagella: la Juve di Spalletti ha come migliore in campo, nel secondo tempo, la traversa. La firma è di Maurizio Crosetti, che su Repubblica racconta un debutto a Frosinone vinto ma privo di gioco e di gusto: una squadra che “sembra governare e non riesce a chiudere”, come se il tempo non fosse passato. A Frosinone, scrive, “è un tramonto già visto, più che una nuova alba”.

Le cose positive: Bremer e poco altro

Il migliore del primo tempo, quello vero, è Bremer. Il numero 3 brasiliano ha deciso la gara di testa e continua a segnare a raffica: 11 degli ultimi 12 gol in Serie A di testa, più di qualunque difensore nei principali campionati europei negli ultimi quattro anni. Ed era andato vicinissimo al gol pochi minuti prima. Una certezza, nonostante negli ultimi due tornei abbia saltato più di 300 giorni tra crociato e menisco: “quando sta bene non c’è nessuno come lui”. Bene anche Conceição, e persino il redivivo Douglas Luiz se l’è cavata. Il resto, però, è un’altra storia, perché i “passi avanti” invocati dallo stesso Spalletti restano tutti da vedere.

Spalletti

As Frosinone 23/08/2026 – campionato di calcio serie A / Frosinone-Juventus / foto Antonello Sammarco/Image Sport
nella foto: Luciano Spalletti

Le cose non positive: attacco leggero e il portiere con i crampi

Davanti, la leggerezza. L’occasione sprecata da Kolo Muani nel primo tempo, scrive Crosetti, è “degna del miglior David, cioè del peggiore”. E gli altri hanno combinato poco o nulla, a parte i cambi di passo del “portoghese mignon”, oltre all’assist e a qualche tiro. Così la Juve ha rischiato troppo contro un avversario francamente debole: senza la traversa nel finale, la vittoria non sarebbe arrivata. Poi i crampi di Vicario — “un portiere con i crampi è come l’eclissi solare, mica facile vederla” — che non giocava dal marzo scorso: un campanello che sul tema portiere Spalletti conosce bene, ora che Perin saluta e va a Palermo.

Il gioco della Juve di Spalletti: avanzi di frigo

Ed eccola, l’immagine che resta. La Juve ha portato molto palla, ha provato (poco) a segnare quasi soltanto così — “una caratteristica delle formazioni di secondo livello” — con ritmo estivo e guizzi rari. Da qui la stroncatura:

“Questa minestra sembra il solito avanzo di frigorifero, tre minuti nel microonde, una grattata di pepe e parmigiano e diventa mangiabile, ci si nutre, ma il piacere del gusto è un’altra cosa”.

La nuova Juventus, avverte Crosetti, non è nuova se non in misura marginale (resta da vedere il giovane Alajbegovic). E nemmeno Kolo Muani lo è: buon giocatore, non di quelli che fanno la differenza, con la prima punta ancora da cercare negli scampoli del mercato. Dopo un mercato “senza suggestioni né occasioni”, il verdetto è netto: “la Juve è questa e la conosciamo”, a occhio fortemente incompleta per puntare a qualcosa in più del posto in Champions appena svanito — proprio mentre Spalletti guarda in casa Napoli per rinforzarsi. Sabato, in casa col Parma, il primo esame per dare altro slancio. Vedremo.