Venezia-Napoli 1-0, pagelle – L’unica colpa di Allegri è aver detto sì a De Laurentiis
Il problema non è fidarsi di lui, ma di gran parte dei giocatori, tra età, motivazioni, gelosie e chissà cos’altro ancora. De Bruyne 4,5: Quoque tu Kevin

Foto Ssc Napoli
Le pagelle di Venezia-Napoli 1-0, a cura di Fabrizio d’Esposito.
MERET. Morte a Venezia. Il manuale prediletto dal gufismo amico questa settimana, dopo le ossa rotta paventate da Allegri, ha spronato il fato del calcio a burlare il povero Meret con una pappina figlia di un capolavoro sadomaso che manco il Marchese buonanima avrebbe immaginato: da una cappellata all’indietro dell’invedibile Lucca fino all’Amir rintronato da Akor Adams. Nel sabato della peggiore sconfitta sinora della stagione azzurra, contro l’ultima in classifica a zero punti, si celebra mestamente l’Epifania della malaciorta e dell’aziendalismo senza se e senza ma di Massimiliano Allegri e Giovanni Manna. Non solo, come annota Gaetano Quagliariello, oggi c’è pure il rischio che sia finito l’anno del Centenario (altro che film) – 5
BEUKEMA. Il ritorno di un altro bocciato del contismo, che non inizia male a dire il vero. Ma perlopiù rimane anonimo – 5
POLITANO dal 64’. La solita ammuina destra-centro epperò senza sbocchi – 5

RRAHMANI. Il gol del Venezia è un suo grottesco harakiri, cui abbiamo assistito increduli e incazzati. Tutto il resto evapora – 4
BADIASHILE. Alla fine del primo tempo, Gianni Cicero mi ha scritto che il Napule era in lizza per concorrere come la “squadra più lenta del mondo”. E il franco Benedetto è uno dei più lenti di tutti, tra passaggetti e colpi di testa sbilenchi – 5
DI LORENZO. L’offesa del Capitano stenta assai – 5
LOBOTKA. In coppia con Billy the Kid è chiamato al compito improbo, almeno nel primo tempo, di scuotere la squadra dalla lentezza di cui sopra, tenendo presente che il Venezia difendeva con tutti i giocatori azzeccati tra di loro, cortissimi. Meglio nel secondo tempo: all’83’ si cimenta in un tiro da fuori area che fa miracoleggiare ancora Stankovic – 5,5
GILMOUR. Impreciso, soprattutto impreciso – 5
DE BRUYNE dal 54’. Il rigore sbagliato è il suo contrappasso personale dopo la baruffa con Allegri in terra ispanica. Quoque tu Kevin – 4,5
SPINAZZOLA. Ai livelli di Lucca. E abbiamo detto tutto – 4,5
OLIVERA dall’82’. Senza voto
GIOVANE. L’unico che cerca di fare qualcosa nel primo tempo. Al 35’, da sinistra, assiste Lucca con un passaggio perfetto, lisciato del tutto dal centravanti – 6
ALISSON SANTOS dal 54’. Lui sì che riesce a scuotere il Napule dal torpore lagunare. In più s’immola al 69’ per recuperare sul Rrahmani veneziano – 6,5
McTOMINAY. Si era già normalizzato prima dell’operazione al cuore, adesso è pure peggio. Non trova la sua posizione, vagando da destra a sinistra e viceversa. E soprattutto non è mai decisivo. Dov’è finito Scott il Rosso? – 5
LUCCA. L’emblema, la bandiera del fallimento aziendalista di Allegri, almeno sinora. E quel liscio al 35’ s’inserisce nella sequenza tafazziana dell’harakiri di Rrahmani e del rigore sbagliato da De Bruyne – 4

HOJLUND dal 54’. Lucra il rigore del mancato pareggio. Dieci minuti prima Giovannino Gesù travestito da Core ’Ngrato gli impedisce di segnare quasi sulla linea di porta con uno di quei salvataggi che riescono una volta ogni cent’anni – 6
ALLEGRI. Persino mia suocera, che non guarda le partite ma intercetta il sentiment prevalente, ha chiosato: “È colpa di Allegri”. Ma l’unica colpa, al momento, del secondo allenatore più vincente nella storia della Serie A (dopo Giovanni Trapattoni) è quella di aver detto sì ad Aurelio De Laurentiis, mosso forse dall’ansia di contraddire le nefaste previsioni di Antonio Conte e di riscattarsi dopo gli ultimi anni grami. Il Napule di Venezia avrebbe forse meritato di vincere ma come dice lui stesso sarebbe stato “meglio fare un solo tiro in porta” e prendersi i tre punti. La sua squadra è slegata, lenta, rapsodica, incapace di colpi di genio e martedì ha una partita delicatissima in Champions. In ogni caso sostituirlo non avrebbe senso, come osserva Max Gallo. Ricordiamoci che Gattuso fece peggio di Ancelotti e soprattutto che Mazzarri e Calzona fecero rimpiangere Garcia. Eppoi la stagione è lunga, non tutto è perduto. Quando Allegri dice che c’è il tempo da recuperare, ha ragione. Il problema non è fidarsi di lui, ma di gran parte dei giocatori, tra età, motivazioni, gelosie e chissà cos’altro ancora – 4
ARBITRO SACCHI. Il rigore c’era e basta questo – 6