Ora le scommesse truccate arrivano anche nelle bocce: stelle della pétanque accusate di aver perso apposta
Le Parisien scrive che in Francia ci sono stati nove fermati, tra cui campioni con una collezione di titoli mondiali, per una partita ai Masters che i favoriti avrebbero lasciato andare mentre in una manciata di tabaccherie del Var pioveva denaro sulla loro sconfitta. Il caso finisce davanti al tribunale di Tolone tra accuse di truffa, manipolazione e riciclaggio.

27 April 2026, North Rhine-Westphalia, Cologne: Senior citizens play boules in Beethovenpark. They play the popular game of petanque. Photo: Rolf Vennenbernd/dpa (Photo by ROLF VENNENBERND / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP)
Ci sono le scommesse anche nelle bocce. Sembra uno scherzo, e invece è un terremoto: in Francia nove persone, tra cui quattro giocatori internazionali di pétanque — le bocce alla francese — sono state fermate con l’accusa di aver truccato una partita a fini di scommesse. Lo racconta Le Parisien. Ed è la conferma di una tendenza che ci portiamo dietro da tempo: le scommesse hanno invaso ogni sport, e l’integrità è a rischio.
Scommesse anche nelle bocce: cos’è la pétanque
La pétanque è lo sport delle bocce nato in Provenza a inizio Novecento: si tira da fermi, a piedi uniti dentro un cerchio, cercando di avvicinare le proprie bocce di metallo al pallino, e si gioca ai 13 punti. In Francia è uno sport popolarissimo e “familiare”, con oltre 600 mila tesserati. Proprio per questo il caso fa rumore: tra i fermati ci sono Dylan Rocher, 34 anni, considerato uno dei migliori giocatori al mondo, e soprattutto Henri Lacroix, 51 anni, leggenda della disciplina con 13 titoli mondiali, indicato dagli inquirenti come il “pezzo centrale” del sistema. Con loro Jean Feltain e il campione d’Europa in carica Ligan Doerr.
Il 13-4 sospetto e i 61 mila euro
Tutto parte dagli schermi di una piattaforma di sorveglianza delle scommesse: il 4 settembre 2025, ai Masters di Levallois-Perret, gli analisti notano puntate anomale, tutte sulla sconfitta dei favoriti. E i favoriti — la squadra di Rocher, detentrice del titolo — vengono eliminati ai quarti con un pesante 13-4. Le vincite sperate ammontavano a circa 61 mila euro, ma Winamax, insospettita, ha rifiutato di pagare e rimborsato le giocate: il danno effettivo resta tra i 40 e i 45 mila euro. Dettaglio che non lascia dubbi agli inquirenti: le scommesse erano concentrate in una manciata di punti vendita del Var, proprio il dipartimento dove vivono diversi protagonisti. Nelle perquisizioni sequestrati decine di migliaia di euro, un’arma da fuoco e telefoni; i nove sono stati rinviati davanti al tribunale di Tolone per “truffa in banda organizzata”, “manipolazione di competizioni sportive” e “riciclaggio”.
Dopo Nba, tennis e calcio, ora le bocce
La verità è che nessuno sport è più al riparo. Negli ultimi mesi lo scandalo scommesse ha travolto la Nba, con l’arresto di un coach e di un giocatore, il calcio turco con undici calciatori fermati, tra cui uomini di Galatasaray e Fenerbahçe, e perfino il tennis con tennisti d’élite del circuito Atp indagati per partite truccate. Senza dimenticare il calcio italiano, dal caso Tonali e Zaniolo in poi. Ora tocca alle bocce, lo sport più bonario che ci sia. “Se sarà confermato, è una catastrofe per loro e per la Federazione in termini d’immagine”, ammette il presidente della Federazione francese, Michel Le Bot. Perché quando il denaro delle scommesse entra in campo, nemmeno il pallino è più al sicuro.