“Nuove regole efficaci”: i dati dei Mondiali 2026 danno ragione a Collina, palla in gioco al 59,4%
Dopo 79 partite tra gironi e sedicesimi, la FIFA fa i conti: i cinque secondi per rinvii e rimesse, i dieci per le sostituzioni, il minuto fuori dopo l'infortunio sono stati rispettati quasi sempre. E gli arbitri hanno colpito soprattutto i blocchi tattici su difensori e portieri. Con un solo, doveroso, punto interrogativo: reggerà nelle fasi calde?

Doha (Qatar) 18/11/2022 - conferenza stampa Fifa / foto Imago/Image Sport nella foto: Pierluigi Collina ONLY ITALY
Le nuove regole dei Mondiali 2026 funzionano, e i numeri lo confermano. A dirlo è Pierluigi Collina, ex arbitro internazionale e oggi presidente della Commissione arbitri FIFA, in un report più che soddisfatto sul lavoro dei fischietti dopo la prima fase a gironi e i primi sedicesimi: “Misure efficaci, hanno migliorato la qualità e sono unanimemente da considerarsi innovazioni molto positive”. Le norme, decise dal board FIFA d’intesa con l’Ifab, puntavano a colpire le perdite di tempo e a restituire spettacolo — a partire dallo stop al time-out tattico del portiere.
Nuove regole Mondiali 2026: la palla in gioco cresce ancora
Il dato-simbolo è il tempo di palla in gioco. Sulle prime 79 gare (oltre 8mila minuti complessivi), il gioco effettivo tracciato sul campo vale 4.458,5 minuti, vicinissimo al 60% del totale: 59,4%, in netta crescita rispetto al 55,0% di Russia 2018 e al 56,9% di Qatar 2022. Merito, spiega Collina, di misure precise: “Il limite di cinque secondi per un rinvio dal fondo o una rimessa, i dieci secondi per lasciare il campo in caso di sostituzione e il minuto fuori dopo un infortunio sono tutte misure rispettate in linea generale e rivelatesi molto efficaci”. È la direzione che l’Ifab insegue da tempo per ridurre i ritardi nel calcio.

Efficacia vicina al 100% (e più severi sui trucchi tattici)
La “risposta” degli arbitri è quasi perfetta. Il tasso di conformità alle direttive sfiora il pieno: 99% sulle sostituzioni, 98% sui rinvii dal fondo, 96% sulle rimesse laterali, 95% sui trattamenti degli infortuni, 85% sui contatti tattici. E cambia la filosofia del fischio: meno interventi sui contatti fisiologici di gioco (0,9 a partita), più severità sui comportamenti intenzionali. La media più alta di sanzioni per gara riguarda proprio i blocchi su difensori e portiere (2,8), davanti agli “infortuni tattici” (1,5), ai ritardi sui rinvii (1,2) e alle sostituzioni lente (0,4). “È stato raccomandato agli arbitri di non sanzionare i normali contatti — spiega Collina — e di colpire le tattiche che impediscono al portiere avversario di difendere la porta. Allenatori e giocatori ne erano informati”.

Un successo, con un punto interrogativo
Il quadro, insomma, è un auto-encomio legittimo: statisticamente, gli arbitri stanno applicando bene tutte le direttive, e il calcio dei Mondiali sembra davvero strappato alla noia. Resta però una cautela che lo stesso ragionamento impone: è ancora presto. Nelle fasi finali, con la tensione della qualificazione, i tentativi di rallentare il gioco aumenteranno, ed è lì che le regole verranno messe alla prova. Senza dimenticare che sul tempo effettivo il dibattito non è mai stato semplice come sembra — lo raccontavamo già anni fa — e che l’attivismo normativo di questa gestione, con la FIFA di Infantino, ha spesso diviso: c’è chi pensa che serva soprattutto a legittimare le idee del vertice. Per ora, comunque, i numeri sorridono a Collina.
