Stop al time-out tattico del portiere: la nuova regola Ifab per i Mondiali (e c’entra Donnarumma)
Ai Mondiali finisce un piccolo trucco diventato abitudine: il time-out del portiere.

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluigi Donnarumma
C’è un cavillo che negli ultimi anni è diventato una piccola furbizia di sistema, e che ai Mondiali sarà vietato: il cosiddetto time-out del portiere. L’IFAB, in vista della rassegna iridata, ha stabilito che durante l’infortunio di un portiere i giocatori non potranno più radunarsi nell’area tecnica per ricevere istruzioni dal proprio allenatore.
Cos’è il “time-out tattico” e perché funzionava
Il meccanismo è noto a chi segue il calcio con attenzione. Il portiere — unico ruolo che, in caso di problema fisico, può restare in campo mentre lo staff medico lo soccorre — si siede a terra e chiama il fisioterapista. A quel punto, mentre il gioco è fermo, gli altri dieci corrono a bordocampo per ascoltare il tecnico, che ne approfitta per aggiustare l’assetto o spezzare l’inerzia della gara. Finite le istruzioni, il portiere si rialza come nulla fosse. Una pausa tattica mascherata da infortunio.
Il caso Donnarumma-City
L’episodio-simbolo è recente. A novembre, in Premier, l’allenatore del Leeds Daniel Farke accusò apertamente Gigio Donnarumma di aver simulato un problema fisico per permettere a Guardiola di radunare il Manchester City e dare indicazioni, in una gara poi vinta dai Citizens. Lo stesso Farke ammise che la mossa era «within the rules», nelle regole, e perfino «smart», furba. Guardiola replicò sostenendo che l’infortunio fosse autentico. Ma l’immagine del City stretto attorno al tecnico durante lo stop di Donnarumma — lo stesso Donnarumma poi rimasto fuori dai Mondiali — è diventata il manifesto del problema.
Cosa dice Collina
A spiegare il provvedimento è il responsabile degli arbitri FIFA, Pierluigi Collina, netto:
“Il portiere ha il diritto di infortunarsi, ma i giocatori non hanno il diritto di lasciare il campo per prendersi una sorta di time-out con i rispettivi allenatori. Vedere in campo solo l’arbitro, il fisioterapista e il portiere non era un bel segnale”.
La nuova prassi è semplice: se un portiere si infortuna, i giocatori di entrambe le squadre dovranno restare dove sono o radunarsi nel cerchio di centrocampo, lontano dalle panchine. Una stretta che si aggiunge al pacchetto di norme anti-perdite di tempo e anti-furbizie che l’IFAB ha varato per i Mondiali, nello stesso spirito con cui aveva introdotto il rosso diretto per chi si copre la bocca per parlare agli avversari.