“No a ct stranieri”, il Coni è contrario a Guardiola in Nazionale
Il presidente del Coni Buonfiglio al Corsera: "Perché tagliare fuori gli italiani? Chiamai un ct tedesco alla canoa, fu un errore, non si preoccupò di conoscere la mentalità italiana". Però con Rudic la pallanuoto vinse l'oro (per non parlare di Velasco)

Philadelphia 18/06/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Manchester City-Wydad / foto Imago/Image Sport nella foto: Josep Guardiola ONLY ITALY
Perché il Coni non vuole Guardiola in Nazionale
L’Italia agli italiani. A dirlo stavolta, più prosaicamente, è Luciano Buonfiglio presidente del Coni, l’uomo che ha preso il posto di Giovanni Malagò. Vuole una Nazionale autarchica. E spiega anche il perché. L’intervista arriva poche ore dopo quella di Malagò a Cronache di Spogliatoio in cui il presidente della Figc ha dichiarato che Guardiola sono possibili eccezioni di budget.

A intervistarlo è il Corriere della Sera, a doppia firma Daniele Dallera e Marco Bonarrigo.
“Non voglio dare consigli a Malagò che nel ruolo di nuovo presidente della Figc è partito alla grande. La sola cosa che chiedo a Giovanni è di designare un commissario tecnico italiano. La stragrande maggioranza dei nostri allenatori di serie A è italiana: è con loro che si dovrà confrontare il ct. Sono bravi, professionali, sono frutto della nostra tradizione. Perché tagliarli fuori?”.
L’errore commesso in passato con la canoa
Buonfiglio parte anche da un’esperienza personale:
“Quand’ero presidente della Federazione Canoa feci l’errore di prendere un tecnico tedesco: era bravo ma non si preoccupò di conoscere la mentalità italiana. Non vincemmo nulla e si perse anche tutto il lavoro buono fatto in precedenza”.

Va detto però, ad esempio, che con Ratko Rudic la pallanuoto vinse l’oro olimpico nel 1992. Per non parlare di Velasco
In fondo, è quel che ieri ha scritto El Paìs: “È inutile provare a imitare il modello spagnolo”.
Non attacca Malagò, ci mancherebbe:
“Nessuno potrebbe far meglio di lui in federazione. Quando Giovanni punta un obiettivo lo raggiunge, ha un’enorme attenzione per gli atleti e un’incredibile rete di relazioni. Poi conosce il calcio alla perfezione”.