Nello sport Trump porta sfiga, scrive il Guardian. Come un Salvini qualunque

E ci sono innumerevoli prove a supporto: dagli Usa ai Mondiali, dai Knicks alla Nfl, dalla Nascar al golf. "E' una maledizione"

Nello sport Trump porta sfiga, scrive il Guardian. Come un Salvini qualunque

Db New York (Stati Uniti) 13/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Chelsea-Paris Saint-Germain / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Donald Trump-Gianni Infantino

Ovviamente se anche gli arrivasse la diceria, Trump se ne fregherebbe. Però hanno cominciato ad insinuare che il Presidente degli Stati Uniti porti sfortuna. Come “rompere uno specchio. Passare sotto una scala. Versare del sale. Un gatto nero che attraversa la strada”, scrive il Guardian. E’ evidente che il caso politico di Balagun scoppiato in faccia agli Usa non è passato invano. Trump a parte, peraltro, i Mondiali vanno alla grande.

Il fatto, scrive il Guardian, è che “prima dell’intervento di Trump, gli Stati Uniti stavano vivendo probabilmente il loro miglior momento ai Mondiali degli ultimi decenni. Dopo, sono crollati, uscendo dal torneo con una prestazione insipida culminata in una sconfitta per 4-1. La squadra aveva subito la maledizione di Donald Trump”.

Dal basket alla Nascar, abbiamo le prove

L’episodio, segnalano, non è mica isolato: “un numero crescente di prove suggerisce che ovunque vada il presidente, la sconfitta sportiva lo segue. Dal campo da basket al circuito della Nascar, dal campo da golf allo stadio della NFL, la presenza di Trump è presagio di sconfitta”.

trump

“Le voci si sono intensificate dopo che Trump ha assistito a Gara 3 delle finali NBA a giugno. I Knicks erano in forma smagliante, forti di una serie di 13 vittorie consecutive, finché, con Trump che guardava la partita ( tra un pisolino e l’ altro), i Knicks hanno subito la loro prima sconfitta dopo settimane. Stava emergendo uno schema. Lo scorso novembre, Trump è diventato il primo presidente degli Stati Uniti in carica in quasi 50 anni ad assistere a una partita di regular season della NFL, recandosi allo stadio dei Washington Commanders per vedere la loro partita contro i Detroit Lions. I Commanders sono stati sonoramente sconfitti, 44-22″.

E ancora: “All’inizio dell’anno, Trump aveva visitato la Daytona 500. La gara era stata interrotta per tre ore e mezza a causa del maltempo. Quando Trump ha ricoperto il ruolo di gran maresciallo per lo stesso evento nel 2020, la gara è stata sospesa dopo soli 20 giri, poiché la pioggia ha costretto a rinviarla al giorno successivo , un evento che si è verificato solo per la seconda volta nella storia”.

“A settembre, Trump, grande appassionato di golf, era in prima fila alla Ryder Cup, ad assistere alla sfida tra Stati Uniti ed Europa. L’Europa ha vinto, conquistando la sua prima vittoria sul suolo americano in 13 anni e solo la quinta in assoluto. A gennaio, era a Miami per vedere i Miami Hurricanes affrontare gli Indiana Hoosiers nella finale del College Football Playoff National Championship. L’Indiana ha vinto”.

Non bastasse tutto ciò, il Guardian racconta che la “maledizione di Trump” affonda le sue radici anche nel passato: “Durante il suo primo mandato, Trump trascorse una sera di fine ottobre al Nationals Park di Washington DC, assistendo alla partita tra i Washington Nationals e gli Houston Astros nelle World Series. I Nationals persero 7-1 , ma – senza Trump tra il pubblico per Gara 7 – riuscirono comunque a vincere la serie”.

Ha sempre portato sfortuna

Il punto è che la “sfortuna che Trump infligge alle squadre sportive non avrebbe molta importanza – siamo tutti d’accordo sul fatto che le sue politiche abbiano conseguenze ben più gravi per molte più persone rispetto ai risultati delle partite a cui insiste a partecipare – se non fosse per la sua ossessione, nonostante tutte le prove contrarie, di presentarsi come un vincitore”.

“Stiamo vincendo così tanto”, ha detto Trump in un discorso al Congresso quest’anno, “che non sappiamo davvero cosa farci. La gente mi chiede: per favore, per favore, per favore, signor Presidente. Stiamo vincendo troppo. Non ne possiamo più. Non siamo abituati a vincere nel nostro Paese. Prima del suo arrivo, perdevamo sempre, ma ora stiamo vincendo troppo. E io dico: no, no, no. Vincerai di nuovo. Vincerai alla grande. Vincerai più che mai”.

E invece proprio no, conclude, il Guardian: “ci sono sempre più prove che ovunque vada Trump, le squadre subiscono pesanti sconfitte”.