Nazionale, è tale la confusione che hanno chiamato persino Thiago Motta (e si sono fatti dire di no!)

A scriverlo è il Corsport: Maldini ha contatto anche Thiago Motta che ha gentilmente declinato. La Lega Serie A ha posto il veto su Baldini che ha chiamato lestofanti i presidenti

Nazionale, è tale la confusione che hanno chiamato persino Thiago Motta (e si sono fatti dire di no!)

Db Torino 09/03/2025 - campionato di calcio serie A / Juventus-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Thiago Motta

La speranza è Mao Tse Tung

Per una volta, è bene che Maldini e Malagò si professino comunisti. Di più: maoisti. Possono aggrapparsi a una delle massime più note di Mao Tse Tung: “Grande è la confusione sotto il cielo; la situazione è eccellente”. Potrebbero rifarsi anche a Schumpeter e la “distruzione creativa”. Mettetela come volete. Fatto sta che il nuovo ciclo della Nazionale nasce in condizioni di sconcerto per la scelta di Andrea Pirlo nata dopo aver inseguito – così ha detto Maldini in conferenza stampa – Ancelotti e Guardiola. Persino il giornalismo sportivo italiano non ce l’ha fatta a girarsi dall’altra parte.

Thiago Motta non allena da due anni, Maldini lo ha chiamato per la Nazionale

Non solo, ma il Corriere dello Sport aggiunge dell’altro. Che aumenta l’inquietudine. La direzione tecnica dell’Italia ha cercato persino Thiago Motta che ormai non allena da due anni. E si sono fatti dire di no dall’uomo che alla Juventus ha portato la distruzione non sappiamo quanto creativa.

Scrive il quotidiano diretto da Ivan Zazzaroni nell’articolo di Fabrizio Patania titolato “Pep non è un Pirlo”:

“La linea giovane portata avanti da Maldini e Leonardo prevedeva altre figure, largamente in svantaggio rispetto a Pirlo. Sembra ci sia stato un contatto con Thiago Motta. L’ex tecnico di Bologna e Juve avrebbe gentilmente declinato. Della lista faceva parte anche Palladino. Un altro no o una sorta di veto è partito dalla Lega di Serie A nel caso in cui avesse preso quota la candidatura di Silvio Baldini, ct dell’Under 21, reo di aver dato dei “lestofanti” ai presidenti dei club, prigionieri di interessi e procuratori. Lo specchio del calcio italiano. Così non si va da nessuna parte”.