Fatevene una ragione, Infantino è più potente che mai: firmato, il New York Times
Il Mondiale è stato un successo economico, il caso Balogun uno scivolone dimenticato, ha già i voti per la rielezione (compreso quello dell'Inghilterra)

FIFA president Gianni Infantino reacts during the 2026 World Cup Group D football match between USA and Paraguay at the Los Angeles Stadium in Inglewood on June 12, 2026. (Photo by Frederic J. BROWN / AFP)
Infantino demonizzato come se fosse Goebbels
Bisognerebbe scrivere un libro su Infantino o quantomeno un pezzo al giorno su quanto venga demonizzato il presidente della Fifa. Che certamente si è reso protagonista del ridicolo caso Balogun (squalifica revocata allo statunitense su pressioni di Trump) ma pensare che sia il primo e unico caso di ambiguità di un uomo di potere del calcio è semplicemente ridicolo. Stiamo assistendo persino alla riabilitazione di Blatter, non c’è nulla da aggiungere.
Persino Athletic, il giornale sportivo on line del New York Times, sa perfettamente – e lo scrive – che il potere di Infantino è uscito consolidato da questo Mondiale. Non sappiamo più come dirlo: giornali inglesi e tedeschi suonano la grancassa nei confronti di Infantino perché c’è una battaglia politico-economica nel mondo del pallone tra Uefa e Fifa. E Infantino, prima col Mondiale a 48 e poi a 64, e anche col Mondiale per Club, vuole contrastare l’egemonia europea nel mondo del football. Non è complesso capire quel che sta avvenendo. Infantino ha sbagliato sul caso Balogun ma non è Goebbels. I Mondiali si sono rivelati un successo straordinario: di spettacolo calcistico, di soldi, di copertura tv. Di tutto.

Athletic lo sa bene, e lo scrive.
Se qualcuno pensa che Infantino stia attraversando un momento di difficoltà, si sbaglia di grosso.
Ha già i voti per la rielezione
Athletic scrive di aver parlato con una dozzina di alti funzionari, provenienti da una vasta gamma di confederazioni, federazioni e parti interessate, e nessuno ha voluto parlare ufficialmente. Ma le loro risposte sono state unanimi su diversi punti.
“Primo, la questione Balogun si è già risolta (ammesso che sia mai stata un problema in gran parte del mondo). Secondo, nessuno si candiderà contro Infantino alle elezioni presidenziali del 2027. Terzo, Gianni uscirà da questa competizione rafforzato, non intimorito. E quarto, siamo assolutamente certi che lascerà la scena politica nel 2031?”
“Tutti pensano e parlano di Infantino, ma nessuno fa mai niente”, ha affermato un alto dirigente di un’importante organizzazione Fifa. “Ognuno valuta queste questioni in base al proprio personale rapporto rischio/beneficio e poi decide di non fare nulla”.
Un altro, un importante dirigente europeo, ha fatto notare che è sempre stato così nel calcio, dove tutte le relazioni sono “transazionali”.

“Da quando ha assunto l’incarico dopo gli scandali di corruzione che hanno fatto cadere il regime di Sepp Blatter nel 2016, Infantino ha quadruplicato i finanziamenti che la FIFA elargisce alle sue 211 federazioni affiliate. E grazie all’aggiunta di nuove competizioni e all’aumento del numero di partite in programma, organizzate poi nella più grande economia del mondo, questi finanziamenti sono destinati ad aumentare ulteriormente. Per molte federazioni nazionali, i contributi della FIFA rappresentano almeno i tre quarti delle loro entrate”.
Il Mondiale a livello di business è andato al di là delle previsioni
La FIFA aveva previsto un fatturato di 13 miliardi di dollari (9,6 miliardi di sterline) per il ciclo quadriennale che culmina con questi Mondiali. E Infantino annuncerà di essersi sbagliato, il Mondiale ha generato un introito persino superiore alle aspettative.
Non solo. Dice un interpellato: “La vicinanza politica tra Infantino e Trump non ha minimamente indebolito la posizione di Infantino”.
Secondo un consulente che collabora con diverse federazioni asiatiche, la vicenda Balogun “sembra essersi risolta molto rapidamente al di fuori dell’Europa. Molte federazioni si sono limitate a dire che si trattava di un episodio spiacevole”.
Il consulente ha poi osservato che tre confederazioni – quelle di Africa, Asia e Sud America – hanno annunciato il loro sostegno unanime a Infantino all’ultimo congresso della FIFA a Vancouver, in Canada, alla fine di aprile. Insieme, rappresentano 111 delle 211 federazioni affiliate alla FIFA.

L’opposizione altrove è pressoché inesistente. La Confederazione calcistica dell’Oceania sarebbe in difficoltà senza il sostegno finanziario della FIFA, così come la numerosa rappresentanza caraibica nella Concacaf.
L’Europa ha 55 voti, ma anche questi non sono necessariamente contrari a Infantino. La Federazione calcistica inglese (FA) gli ha già promesso il proprio voto, nonostante la Premier League e la Professional Footballers’ Association (PFA), ovvero i principali club e il sindacato dei calciatori, siano in aperto conflitto con la FIFA per il controllo monopolistico del calendario mondiale delle partite.
Infantino ha già parlato della possibilità di varare un Mondiale a 64 squadre.