La Serie A non è ancora iniziata e già si contano i feriti: si fermano Buongiorno ed Ekhator
Il campionato deve ancora cominciare, i ritiri sono appena partiti, eppure l'infermeria è già affollata. Due casi in poche ore raccontano un déjà-vu fastidioso: si torna in campo e la prima notizia, invece del gol, è quella dell'ennesimo stop.

Mp Empoli 26/03/2026 - qualificazione Europeo 2027 U21 / Italia-Macedonia / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: esultanza gol Jeff Ekhator con Kayode e Koleosho
La nuova stagione parte prima con i comunicati medici che con i risultati. Bastano i primi giorni di preparazione per riproporre un classico del calcio italiano: la Serie A riapre i battenti e la voce più insistente è quella dell’infortunio. Due episodi, in particolare, danno il tono: lo stop di Alessandro Buongiorno al Napoli e quello — a caldo — del nuovo acquisto della Juventus, Jeff Ekhator.
Napoli, Buongiorno salta il ritiro: si valuta l’operazione
In casa azzurra la doccia fredda è arrivata via nota ufficiale: Buongiorno non prenderà parte al ritiro pre-campionato. Il club parla di “problematiche emerse nell’ultimo periodo” e di indagini diagnostiche che hanno evidenziato la necessità di un consulto per decidere se intervenire chirurgicamente sul ginocchio destro. Non un dettaglio da poco, considerando che il fastidio si trascinerebbe da almeno un mese. E soprattutto considerando i precedenti: nella scorsa stagione il difensore è rimasto indisponibile per ben 166 giorni. Così il ritiro di Dimaro, appena cominciato tra i cori per Allegri, si apre già con un’assenza pesante in difesa.

Juventus, Ekhator ko alla prima uscita
Sull’altro fronte, quello bianconero, il copione si ripete a stretto giro. Nella prima amichevole estiva di Luciano Spalletti, contro il Basilea, il nuovo acquisto — arrivato dal Genoa per circa 16 milioni più bonus — è partito titolare in attacco, ma la sua gara è durata una mezz’ora scarsa. Come racconta il Corriere dello Sport, l’attaccante è finito a terra dopo la scivolata di un difensore in un’azione in profondità. Sembrava un semplice contrasto di gioco, e lui stesso si è rialzato quasi subito, senza mostrare particolare sofferenza; ma Spalletti ha preferito non rischiare, inserendo Openda.
Muscolare o trauma? Il giallo sulle condizioni
Ed è qui che le versioni si dividono, ed è giusto dirlo con onestà. In un primo momento tutto lasciava pensare a un dolore legato al colpo subito, quindi a un trauma da contrasto. Le prime indicazioni filtrate dallo staff sanitario bianconero, però, orienterebbero verso un problema muscolare alla coscia destra. La diagnosi definitiva arriverà nelle prossime ore con gli esami: al momento convivono le due ipotesi, ed è bene non dare per certa né l’una né l’altra. Di sicuro la sostituzione è stata precauzionale, complice anche l’emergenza in attacco: Yildiz e David non sono ancora rientrati dalle vacanze post-Mondiale e manca il sostituto di Vlahovic, con il solo Milik a disposizione.
Un déjà-vu che pesa
Il filo che lega i due casi è la sensazione di già visto. Perdere un difensore appena rientrato dal lungo stop dello scorso anno, o fermare un nuovo attaccante nella sua prima mezz’ora in maglia bianconera, significa condizionare scelte di mercato e programmi di lavoro prima ancora del fischio d’inizio. La Serie A, insomma, riparte come troppo spesso le capita: con la lavagna tattica già costretta a fare i conti con l’infermeria. E con la speranza, per Napoli e Juventus, che i due stop facciano meno paura di quanto sembri oggi.