Inchiesta arbitri, la Procura ha chiesto l’archiviazione per Rocchi
L'Ansa: "Gli elementi raccolti nell'inchiesta, che ipotizzava un coinvolgimento di Rocchi nelle assegnazioni arbitrali insieme ad esponenti dell'Inter, non sarebbero sufficienti a sostenere un eventuale processo. Sky: "Copie atti trasmessi a Coni e Figc"

Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi
Alla fine, la spaccatura è rientrata ed è arrivata la richiesta di archiviazione per Rocchi. Non ci sono abbastanza elementi per un processo. Lo riportano l’Ansa e Sky.
Caso Rocchi, chiesta l’archiviazione

Si legge sull’Ansa:
“La firma del pm di Milano Maurizio Ascione sulla richiesta di archiviazione del capitolo dell’indagine sugli arbitri che vede indagato il designatore Gianluca Rocchi alla fine è arrivata.
Nella serata di ieri, dopo un pomeriggio di faccia a faccia e riunioni con l’aggiunto e co-assegnatario del fascicolo, Paolo Ielo, e con il procuratore Marcello Viola, il pubblico ministero, da domani alla Procura europea, si è (o è stato) convinto che gli elementi raccolti in quasi due anni di inchiesta per frode sportiva a carico di Rocchi – che avrebbe agito nelle assegnazioni in concorso “con esponenti” dell’Inter – non sono sufficienti e solidi al punto da ‘reggere’ in un eventuale processo. Fino a qualche ora prima il pm era contrario alla linea dei vertici della Procura milanese.
Cos’era successo?

È bene un recap. Ricordiamo che l’inchiesta arbitrale della Procura di Milano nasce dalle verifiche sul sistema di gestione degli arbitri di Serie A e B e vede al centro Gianluca Rocchi, ex designatore, indagato per concorso in frode sportiva. L’indagine riguarda soprattutto presunte interferenze nella gestione del Var e alcune designazioni arbitrali considerate dagli investigatori “pilotabili”.
Tra gli episodi analizzati c’è Udinese-Parma del 1° marzo 2025, partita finita sotto osservazione per il rigore assegnato all’Udinese dopo un intervento della sala Var di Lissone. Secondo l’ipotesi investigativa, Rocchi avrebbe fatto delle cosiddette “bussate”, cioè sarebbe intervenuto fisicamente o verbalmente per richiamare l’attenzione degli operatori Var, spingendo verso una revisione dell’episodio. Il Var Daniele Paterna, inizialmente orientato a non concedere il rigore, avrebbe poi cambiato valutazione.