Il New York Times demolisce Tuchel: “Un disastro premeditato e autoinflitto, ma non era un esperto?”

E' lui il capro espiatorio, per giunta "tedesco". Scrivono che aggiungendo un difensore ha commesso "l'errore più grave della storia della nazionale inglese". Nientedimeno

Il New York Times demolisce Tuchel: “Un disastro premeditato e autoinflitto, ma non era un esperto?”

TOPSHOT - FOXBOROUGH, MASSACHUSETTS - JUNE 23: Thomas Tuchel, Manager of England, speaks to Jude Bellingham #10 of England at the hydration break during the FIFA World Cup 2026 Group L match between England and Ghana at Boston Stadium on June 23, 2026 in Foxborough, Massachusetts. Richard Pelham/Getty Images/AFP (Photo by Richard Pelham / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

L’avevano preso apposta, Thomas Tuchel. Il mago della tattica, lo specialista dell’eliminazione diretta. S’erano ridotti ad assumere un tedesco per la panchina inglese, sacrilegio. Ed ecco: l’Argentina li ha rimontati e la colpa indovinate ora di chi è?

“Questa sconfitta contro l’Argentina – scrive il New York Times – è stata un disastro premeditato, un crollo autoinflitto, una ritirata completamente volontaria nella propria area di rigore che si è conclusa nell’unico modo possibile”. (Nel frattempo rosicano anche per la presunta scorrettezza degli argentini).

Tutta colpa del tedesco

Perché Tuchel ha osato difendere l’1-0, “ha rinunciato a giocare” gli urlano tutti. Era a una decina di minuti dalla finale del Mondiale, ora è un tecnico da indifferenziata. E no – continua l’analisi del Nyt – non è stata sfortuna, “sarebbe un’assurdità. L’Inghilterra era già in seria difficoltà, incapace di resistere alle continue ondate di attacchi argentini. Solo un pizzico di fortuna e una scarsa precisione sotto porta hanno permesso all’Inghilterra di rimanere in vantaggio”.

“Il vero punto di svolta, il momento in cui l’Inghilterra ha perso la partita, era arrivato molto prima. Ricordiamo che l’Inghilterra si trovava in una posizione ideale quando Anthony Gordon l’aveva portata in vantaggio per 1-0, con un gol frutto di un incisivo contropiede, esattamente come Tuchel l’aveva pianificato. La partita si stava svolgendo esattamente come l’Inghilterra desiderava, con l’Argentina costretta ad attaccare e a concedere spazi per gli attacchi. Ma l’Inghilterra ha ceduto. Ha sprecato l’occasione. Nessun cambio di ritmo dalla panchina, nessun Bukayo Saka, Noni Madueke o Marcus Rashford, per mettere alle strette l’Argentina o chiudere la partita. L’Inghilterra ha a malapena effettuato un singolo attacco dopo essere passata in vantaggio per 1-0. Un tiro di Kane bloccato. Un contropiede quando Morgan Rogers ha trattenuto troppo a lungo il pallone. E nient’altro. Il resto della partita si è giocato a venti metri dalla porta di Jordan Pickford”.

Ovviamente il ragionamento qui non presuppone avversari, come se l’Argentina nel frattempo non avesse alzato il livello della pressione. No, è colpa di Tuchel. Che invece di chiudere la sua squadra in difesa doveva contrattaccare “di fronte ad una difesa argentina vulnerabile alla velocità”.

“L’errore più grave della storia”

“La seconda pausa per bere è stata l’occasione per Tuchel di arginare l’emorragia. Proprio come aveva fatto con i cambi contro la Norvegia sabato”. E invece niente. “Tuchel ha apportato una modifica tattica che passerà alla storia come uno degli errori più gravi mai commessi da un allenatore dell’Inghilterra in una partita importante. Anziché ripiegare in avanti o creare pericoli per l’Argentina, ha deciso di riproporre il “Piano Azteca”. Passando a una difesa a cinque, chiusa in area, con Ezri Konsa come difensore centrale aggiuntivo e Gordon sostituito”.

Ma poi, “Tuchel ha raddoppiato la posta. È entrato Dan Burn. L’Inghilterra si è schierata ulteriormente con il modulo 5-4-1. Ma a cosa serve avere tutte quelle maglie bianche in area quando Fernandez è libero di trovare spazio per tirare da appena fuori area?”.

Una volta sotto “non c’era alcuna possibilità che l’Inghilterra rientrasse in partita e la portasse ai tempi supplementari. Avevano attaccato così poco nei 40 minuti precedenti che era quasi impossibile cambiare improvvisamente direzione. L’Inghilterra aveva avuto solo il 12% di possesso palla dal gol di Gordon al pareggio di Fernandez, un calcio radicalmente anti-possesso che avrebbe fatto rabbrividire persino José Mourinho”. 

L’unica differenza col passato, conclude il Nyt, è che “questa volta l’Inghilterra ha scelto la propria distruzione”.