Il comunicato Uefa è fuffa retorica: il business a loro non interessa? Non ce n’eravamo accorti
E allora come mai sono nate Nations League e Conference? Come mai hanno aumentato il numero delle partite di Champions? È una battaglia di soldi e di potere. Tutto qua. Fifa e Uefa non sono diverse

Db Monaco di Baviera (Germania) 31/05/2025 - finale Champions League / Paris Saint Germain-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aleksander Ceferin
Tra Uefa e Fifa è contrapposizione per potere e soldi
E dunque il dado è tratto. In una riunione convocata d’urgenza, le 55 federazioni nazionali appartenenti all’Uefa hanno deciso “all’unanimità e senza riserve” di non partecipare alle competizioni Fifa. Quando si va allo scontro si parte sempre unanimi, ci mancherebbe.
Del resto, la contrapposizione va avanti da tempo: questione di potere e di soldi. La situazione è stata resa incandescente dal successone economico dei Mondiali appena conclusi e acuita dal fresco progetto di Infantino di creare una nuova società, aperta ai fondi privati, per aumentare ulteriormente i ricavi: perciò, la Fifa guadagnerebbe potere, l’Uefa lo perderebbe.

Stando così le cose, il nocciolo del comunicato redatto al termine della riunione è fuffa retorica.
Rileggiamo insieme il comunicato della Uefa
Leggiamoli attentamente, i motivi per cui l’Uefa si oppone: “Se investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre”. Ma davvero? Volete farci credere che il calcio non sia già cambiato e di non esserne anche voi responsabili?
“Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana”. Ah, beh, invece l’Uefa vuole perdere soldi insieme ai suoi sponsor e ai media che si strappano a suon di centinaia di milioni i diritti di trasmissione delle competizioni europee.

“Da quel momento in poi ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sul format delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più condizionata da ciò che è meglio per lo sport, ma da ciò che è meglio per gli azionisti”. Non c’è dubbio: aver inventato nuovi tornei come la Nations League, o una coppetta per squadre di terza fascia come la Conference o aver aumentato il numero delle partite di Champions e di Europa League è stato fatto per il bene dello sport, mica per aumentare i ricavi. Prendiamo in prestito da Lando Buzzanca di “Signore e signora” il commento più adatto: “Mi vien che ridere!”.
Naturalmente, smascherare il comunicato Uefa e segnalare la vera posta in gioco non significa affatto parteggiare per la Fifa.
Nel calcio sempre più in mano al denaro e al potere – ma poi di cosa dovremmo stupirci? Forse che il mondo sta andando diversamente? – la differenza tra Fifa e Uefa è la stessa che passa tra una banda che agisce a volto scoperto e una che agisce a volto mascherato.