Fuori Abisso, Dionisi e altri tre: la CAN di Serie A cambia volto in una fase incandescente
Cinque uscite e cinque promozioni per la stagione 2026-2027. Ma le motivazioni non sono uguali: tre avvicendati per anzianità di ruolo, due (compreso il più discusso, Dionisi) per il rendimento. Un ricambio ordinario che però cade nel pieno delle tensioni sul sistema di valutazione italiano.

Referee Rosario Abisso participates in the 36th matchday of the Serie A championship between S.S. Lazio and F.C. Inter at the Olympic Stadium in Rome, Italy, on May 9, 2026. (Photo by Domenico Cippitelli/NurPhoto) (Photo by Domenico Cippitelli / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Cambia la squadra degli arbitri di Serie A e B. Con il comunicato ufficiale della Associazione Italiana Arbitri, cinque direttori di gara sono stati dismessi dalla CAN (la Commissione Arbitri Nazionale) per la stagione 2026-2027. Il nome più noto è quello di Rosario Abisso, della sezione di Palermo, da anni stabilmente tra i massimi organici. Ma attenzione: le motivazioni delle uscite non sono tutte uguali, e proprio qui si annida la parte più delicata.
Arbitri dismessi: chi esce e le due motivazioni
Il comunicato distingue due categorie. Abisso, Ivano Pezzuto (Lecce) e Marco Piccinini (Forlì) sono stati avvicendati per limite di permanenza nel ruolo, in base all’articolo 19, comma 2, lettera e) del Regolamento degli Organi Tecnici: prevede l’uscita di chi ha raggiunto i dieci anni nello stesso organico, salvo essersi piazzato tra i primi 25 nella graduatoria di merito. Non è dunque, automaticamente, una bocciatura tecnica, ma un meccanismo che tiene insieme anzianità e rendimento. Diverso il caso di Federico Dionisi (L’Aquila) e Luca Massimi (Termoli), tagliati per “motivate valutazioni tecniche”: formula che certifica una scelta legata al rendimento della stagione.
Il caso Dionisi e le valutazioni tecniche
È soprattutto la posizione di Dionisi ad aver attirato l’attenzione nelle ultime settimane, perché il suo nome è finito nel dibattito interno sulle graduatorie, sui voti degli osservatori e sui criteri che determinano promozioni, conferme e dismissioni. Un dibattito che va avanti da mesi: dall’idea che si vada verso il professionismo e lo svuotamento dell’Aia, fino alla domanda di fondo, cioè se il sistema stia davvero dando a Rocchi gli strumenti per migliorare i suoi arbitri. Il tema delle valutazioni, insomma, è esattamente quello su cui la categoria chiede da tempo chiarezza.
Cinque promossi dalla CAN C, in una fase incandescente
Al posto degli uscenti entrano cinque arbitri promossi dalla CAN C: Marco Di Loreto (Terni), Mattia Drigo (Portogruaro), Dario Madonia (Palermo), Edoardo Manedo Mazzoni (Prato) e Alberto Poli (Verona). La nuova CAN 2026-2027 sarà così composta da 42 arbitri effettivi. La pubblicazione dei ruoli, però, arriva in un momento tutt’altro che sereno per il mondo arbitrale italiano: le dismissioni non sono solo un normale ricambio, ma si inseriscono in un contesto di tensioni e richieste di trasparenza, tra la riforma discussa da Figc, Lega e Rocchi e le turbolenze ai vertici, fino al giorno del giudizio per il presidente dell’Aia Zappi. Non a caso lo stesso Rocchi, mesi fa, era arrivato a porre la fiducia sui suoi arbitri, pronto a dimettersi. L’Aia, intanto, ha scelto la linea ordinaria: cinque dentro, cinque fuori, squadra già definita.