“Né presente né futuro”: il caso Goretzka racconta tutto il fallimento di Nagelsmann
La FAZ analizza l'uscita tedesca a Foxborough: un uomo prima indebolito, poi rilanciato, poi di nuovo escluso, mandato in campo a salvare tutto. La squadra più veloce del mondo che scopre la lentezza, e un capitano, Kimmich, che parla come dovrebbe parlare un capitano.

Mg New York (Stati Uniti) 25/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Ecuador-Germania / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Julian Nagelsmann
Per capire il fallimento di Nagelsmann e della Germania, eliminata ai rigori dal Paraguay (3-4) nei sedicesimi di Foxborough, la Frankfurter Allgemeine Zeitung non parte dagli errori dal dischetto di Havertz, Woltemade e Tah. Parte da prima: dal momento in cui il ct esce dagli spogliatoi, attraversa il campo a passo svelto e mette pronto Leon Goretzka, l’uomo che dovrebbe evitare l’eliminazione. È lì, scrive il quotidiano, che si vede tutto. Del resto la Germania fuori ai rigori col Paraguay era già stata raccontata come il fallimento di Nagelsmann.
Il caso Goretzka: il simbolo del fallimento di Nagelsmann
La FAZ ricostruisce la parabola come un simbolo. Per l’Europeo, primo torneo da ct, Nagelsmann non convoca il centrocampista del Bayern. Per le qualificazioni mondiali lo convoca, lo schiera al centro e in quattro gare su sei gli fa giocare l’intera partita.

Per il Mondiale lo convoca e a marzo, sul “Kicker“, gli promette persino “buone chance” da titolare — salvo poi buttarlo in campo tardi contro Curaçao (7-1) e Costa d’Avorio (2-1), e non farlo entrare affatto contro l’Ecuador (1-2). Goretzka: prima indebolito, poi rafforzato, poi di nuovo indebolito, 22 minuti in tre partite. E ora, nella gara più importante da due anni, dovrebbe “salvare il Mondiale in un attimo”. Un problema che l’allenatore, nota la FAZ, si è creato da solo — la stessa confusione tattica che il giornale gli rimproverava già un anno fa.
La “scoperta della lentezza”
Con Goretzka in campo arriva l’1-1, ma è merito di Florian Wirtz che crossa e di Kai Havertz che segna di testa: due che giocano nel campionato più veloce del mondo, la Premier (Liverpool e Arsenal). In campo c’erano anche cinque uomini del Bayern, la squadra che poche settimane fa, nella semifinale di Champions col Psg, aveva giocato veloce come forse mai una tedesca prima. Eppure, se quella era stata “la scoperta della velocità”, questi sedicesimi sono stati “la scoperta della lentezza“. Lo ammette lo stesso Nagelsmann alla ZDF: “Manovra lentissima, un’eternità a spostare il gioco da un’ala all’altra… a un certo punto siamo passati alle maniere forti”. Ma — chiosa la FAZ — chi contro il Paraguay ha bisogno delle maniere forti, o non aveva un buon piano o non ne aveva affatto. Non è la prima volta che la stampa tedesca lo accusa: già la Süddeutsche gli rimproverava di aver “scherzato col fuoco”.
Kimmich da capitano, Nagelsmann “a disposizione”
Il pezzo si chiude su due voci. Quella di Joshua Kimmich, che al 110′ pesca Nathaniel Brown con un lancio che fa sognare cosa sarebbe stato averlo a centrocampo, e che nella zona interviste parla come dovrebbe parlare un capitano: “Nessuno dia la colpa all’arbitro o ai rigori. Se in 120 minuti non riesci a vincere, esci meritatamente. Contro un avversario così non puoi dipendere dalla fortuna”. La FAZ annota le attenuanti (gli infortuni di Gnabry, Lennart Karl, Schlotterbeck), ma taglia corto: la Germania non ha perso con la Francia, ha perso col Paraguay. Questa nazionale “non ha avuto un presente e non avrà un futuro”: Neuer (40) alla sua ultima partita, Rüdiger, Tah, e la generazione 1995/96 di Kimmich, Goretzka e Sané che ancora una volta ha deluso. E lui, il ct? “Sono a disposizione: se la DFB vuole, faccio l’Europeo 2028”. La stessa linea per cui, mentre da noi Gattuso si è fatto da parte, in Germania di dimissioni non se ne parla. Chi glielo direbbe? Völler lo definisce “probabilmente quello giusto”, Rettig annuisce, il presidente Neuendorf tace. La fonte è la Frankfurter Allgemeine Zeitung.